Cronaca
Garlasco, cosa c’era nella cartella di Alberto Stasi chiamata “militare”. Quelle 7mila immagini porno che aprì anche il 13 agosto
Fu l’ingegner Paolo Reale, consulente informatico della parte civile e cugino di Chiara Poggi a scoprire che il computer di Alberto Stasi venne lasciato per qualche ora a casa della vittima la sera del 12 agosto. Una serata in cui Chiara aveva preso il portatile per copiare sulla propria chiavetta le foto della vacanza a Londra del fidanzato, e probabilmente visto cosa c’era veramente nell’archivio di Stasi. Forse il via di un litigio: una tesi non confermata che per tempo però è stata una delle piste principali del movente dell’omicidio.
La chiavetta USB appartenente a Chiara Poggi venne infatti inserita e utilizzata tra le 21:59 e le 22:10 del 12 agosto. È probabile che questa attività fosse stata eseguita dalla ragazza in completa autonomia, verosimilmente mentre il fidanzato era tornato a casa per controllare il dobermann durante il temporale. È proprio in quella finestra temporale che Chiara avrebbe visionato le cartelle “private” del giovane e scoperto di più sulla sua passione.
Garlasco, cosa c’era nella cartella di Alberto Stasi chiamata “militare”
Sul fatto non c’è ancora ad oggi certezza, e le successive consulenze informatiche hanno portato a conclusioni diverse circa l’apertura o meno di quelle cartelle il cui contenuto è stato sviscerato anche a processo: “Rappresentazioni di donne incinte durante atti sessuali, orge o di rapporti indotti con la forza, anche di natura omosessuale, con protagonista un africano e foto erotiche di ragazzine”, tante immagini forti, anche di donne anziane. Sette video in totale. Nello stesso computer c’è anche la coppia coinvolta in pose intime in una stanza semibuia, ripresa da una telecamera fissa, mentre mette in scena giochi erotici in penombra, con la ragazza che appare imbarazzata nell’assecondare i desideri del fidanzato.
Alberto Stasi e quelle 7mila immagini porno che aprì anche il 13 agosto
È da altre perizie informatiche però che si riescono a delineare le abitudini di Alberto Stasi. Il laureando iniziava tutte le giornate di lavoro sulla tesi aprendo le immagini porno nascoste nella cartella chiamata “militare”. Un vero e proprio archivio, con 7.064 immagini. 22 sottocartelle, seppur con 423 foto di aerei. Tutte le mattine. Persino quella del 13 agosto, quando Chiara stava per essere uccisa e quando Stasi consultò le prime foto porno alle ore 9.37.
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