Alla Cortese Attenzione del Direttore Responsabile de Il Riformista.

Ai sensi dell’art. 8 della Legge 47/1948, richiedo la pubblicazione della seguente rettifica in merito all’articolo del 26 maggio 2026 dal titolo “Garlasco, il giudice di Stasi sviato dal comandante. Quando la famosa bicicletta nera arrivò in aula“.

Nel testo si afferma erroneamente che la riforma del 2019, che vieta il rito abbreviato per i delitti puniti con l’ergastolo, rappresenterebbe una “sfortuna per Andrea Sempio, nel caso in cui andasse a processo”. Questa informazione è tecnicamente falsa e fuorviante.

La Legge n. 33/2019 non è retroattiva e si applica esclusivamente ai reati commessi dopo la sua entrata in vigore. Nel diritto penale italiano vige il principio di irretroattività della legge penale sfavorevole al reo; la giurisprudenza della Cassazione e della Corte Costituzionale ha ribadito che non si possono privare i cittadini di garanzie sostanziali (come lo sconto di un terzo della pena) per fatti commessi nel passato.

Trattandosi di un caso del 2007, le regole processuali applicabili restano quelle del 2007. L’indagato avrebbe quindi pieno diritto di accedere al rito abbreviato anche se andasse a processo oggi.

Vi diffido pertanto a provvedere alla tempestiva pubblicazione della presente rettifica o alla correzione dell’articolo online con la medesima visibilità.

Cordiali saluti,

Giorgio Cavallaro

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