Non è nuovo il tentativo della Grecia di riavere indietro i Marmi del Partenone che si trovano al British Museum di Londra. Le prime richieste di rimpatrio delle sculture d’arte risalgono ancor prima che la Grecia diventasse uno stato democratico, ma l’accusa è sempre la stessa: l’Inghilterra ha ottenuto le opere in modo del tutto illegale.

Le statue conosciute anche come i Marmi di Elgin, arrivarono in Inghilterra nel 1816 dopo che furono rimosse dal tempio del Partenone sull’Acropoli di Atene dal nobile scozzese Thomas Bruce VII conte di Elgin, l’allora ambasciatore ottomano.

Gli amministratori del British Museum si difendono affermando la testi che il Lord Elgin ha agito in maniera del tutto legale in quanto ottenne il permesso delle autorità legali dell’epoca sia ad Atene che a Londra. Il lord, infatti, appassionato di arte classica, chiese al sultano il permesso di portare in patria alcune statue e decorazioni di suo gradimento. Le convenzione sancita dall’Unesco che proibisce esplicitamente l’esportazione di artefatti che fanno parte del patrimonio artistico di una nazione risale solo al 1970, dunque a più di 150 anni dopo l’operazione di Elgin.

La famiglia Clooney ha avuto un ruolo determinante nella richiesta di rimpatrio delle opere d’arte greche. Infatti l’avvocato legale Amal Alamuddin moglie di George, ha incitato il governo di Atene a continuare la lecita richiesta. Inoltre, nel 2014 durante la promozione del film The Monuments Men, l’attore dichiarò che i marmi del Partenone dovevano essere restituiti alla Grecia, scatenando anche l’ira di Boris Johnson, all’epoca sindaco della capitale inglese.

Secondo il quotidiano greco Ta Nea, Clooney ha recentemente dichiarato a Janet Suzman, presidente del Comitato britannico per la riunificazione dei marmi del Partenone, che “le sculture del Partenone devono essere restituite al loro proprietario originale” a confermarlo a The Art Newspaper è stato lo stesso Suzman che dice che l’attore ad inizio anno gli ha scritto: “Ci sono molti manufatti storici che dovrebbero essere restituiti ai loro proprietari originali, ma nessuno è più importante dei marmi del Partenone“.

Se i marmi torneranno a “casa” ancora non si sa, ma la cosa certa è che i due paesi si stanno accusando a vicenda. I greci affermano anche che l’arte non può essere esposta in Inghilterra in quanto ne snaturano il significato e ricordano anche che negli anni Trenta, dopo dei lavori di manutenzione, le opere vennero danneggiate. Dall’altro canto gli inglesi sostengono di essere in grado di conservare meglio i marmi di quanto non potrebbe fare Atene.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia