Sul suo corpo sono state trovate alcune ferite, ma sarà solo l’autopsia a stabilire se siano riconducibili a una caduta o a un’aggressione. Sono ancora diverse le ipotesi che riconducono alla morte di Elisa Giugno, la 22enne di Voghera trovata morta in una scarpata tra l’erba di un campo nel territorio di Cecima, in Oltrepò Pavese. Il suo nome è stato fatto per la prima volta ieri sera dai carabinieri, dopo un’intensa giornata investigativa.

Elisa Giugno, le dipendenze e il periodo di fragilità

La giovane è stata prima trovata senza vita alle 10 del mattino, rintracciata solo grazie alla chiamata di una persona che ha notato il suo corpo e chiamato le forze dell’ordine. Omicidio, gesto estremo o un’improvviso malore: al momento le forze dell’Ordine lasciano aperte tutte le porte, visto che la ragazza stava lottando contro alcune dipendenze e stava passando un periodo di fragilità.

Giallo Elisa Giugno, ascoltato il ragazzo con cui si frequentava. Una testimone: “Ho visto un uomo passare dove è morta”

Anche per questo, nel pomeriggio di ieri è stato ascoltata a lungo una sua frequentazione: un ragazzo 23enne cui è stata perquisita casa nel pomeriggio, a Serra del Monte, una località che fa parte del territorio comunale di Cecima. Lì Elisa, originaria di una famiglia conosciuta nella zona, era ospitata da qualche tempo. La ragazza era scomparsa precisamente da mercoledì scorso, ma una donna che abita nella zona ha riferito di aver visto sabato un uomo vicino al punto dove ieri mattina è stato trovato il suo corpo. Si indaga anche su questo, nel tentativo di ricostruire i movimenti della 22enne prima della scomparsa. Gli investigatori preferiscono non sbilanciarsi.

Redazione

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