Un anno dopo la storica rielezione di Donald J. Trump come 47esimo presidente, gli Stati Uniti si ritrovano governati da una nuova forma di potere che utilizza la ricchezza economica d’una ristretta élite di tecno-miliardari, proprietari di tutte le tecnologie strategiche più innovative, apparentemente friendly e sulle quali si basano Internet ed i servizi globali, che sfruttano senza alcuna limitazione come sistemi dual-use. 

Le dinamiche strategiche e le implicazioni geopolitiche ed economiche delle policy di sicurezza nazionale e di politica estera imposte dal tycoon newyorkese, hanno reso il mondo più pericoloso e trasformato gli USA da alleato a fattore di rischio strategico globale. La guerra – in tutte le sue forme – è prepotentemente tornata in auge alla Casa Bianca: conflitti cinetici, coercizione economica, energetica e tecnologica, attacchi cibernetici ed informativi potenziati dall’intelligenza artificiale che incidono direttamente sulla sicurezza e sui processi decisionali degli Stati presi di mira. 

L’Operazione Epic Fury e la guerra cognitiva contro il Papa

In queste ultime settimane, con l’Operazione Epic Fury che ha provocato un’escalation militare senza precedenti, tale da infiammare tutto il Medio oriente e determinare – pure a causa dell’entità della reazione della Repubblica Islamica dell’Iran – una crisi energetica globale, il presidente Trump ha anche messo in pratica una guerra cognitiva contro Papa Leone XIV ed il Vaticano. Un assedio asimmetrico contro il Pontefice, portato avanti dalla Casa Bianca attraverso le nuove forme di comunicazione strategica potenziata dall’IA. Una battaglia rivolta al pubblico di massa condotta attraverso il targeting cognitivo, con Deepfake foto e video ottimizzati dal punto di vista emotivo. Messaggi subliminali che sono indirizzati all’immaginario, al mito, al privato, ai meccanismi culturali, interpretativi e religiosi che condizionano la vita del singolo, in grado di aggirare i meccanismi di filtraggio della coscienza, stravolgendo la realtà e la fede religiosa di milioni di Cristiani anche devoti ad altre confessioni della religione e non esclusivamente al Cattolicesimo. La proliferazione della sintesi Deepfake e dei LLM multimodali (Large Multimodal Models) ha facilitato creazione e diffusione virale di “realtà sintetiche”, un fenomeno documentato dalle Nazioni Unite come una minaccia critica per la coesione sociale e l’integrità istituzionale.

La strumentalizzazione di Trump

Il presidente Trump si è descritto a più riprese come un “cristiano non confessionale”, affermando di essere una “persona religiosa” che crede in Dio, oltre ad aver elogiato la Bibbia.  Tuttavia, la strumentalizzazione della religione in questo suo secondo mandato alla Casa Bianca ha raggiunto livelli senza precedenti. Recentemente, il caricamento di un’immagine sul suo profilo Truth Social ha provocato reazioni di ribrezzo a livello globale: la Deepfake foto generata dall’IA che lo raffigura vestito con una tunica bianca con sopra un tipo di tallèd rosso, intento a guarire un uomo nelle vesti di Gesù Cristo. E proprio sullo sfondo di questa particolare immagine, pubblicata dallo stesso presidente e diversa rispetto ad altre simili circolate nei mesi precedenti sui social media e nelle Chat MAGA, compaiono molti simboli che rappresentano gli Stati Uniti: la bandiera, l’aquila reale, la statua della libertà, il mausoleo di Lincoln, i fuochi d’artificio del 4 luglio, personale militare ed aerei da combattimento. Tuttavia, solo in questa prima versione pubblicata sul suo profilo personale, alle sue spalle in uno squarcio di cielo illuminato da raggi di sole – in mezzo ad altri militari – spicca centralmente una figura alata con tre grandi corna sulla testa. Quest’entità tricornuta con grandi ali sovrasta la scena dall’alto: appare dai contorni sfumati e sotto l’ascella sinistra sembra stringere una enorme ascia. 

Il furioso dibattito e le profezie bibliche

Nel mondo MAGA online ha scatenato un furioso dibattito, perché conterrebbe un messaggio subliminale che la collega alle profezie bibliche sulla fine del mondo, sulla “quarta bestia” e su un quarto regno sulla terra diverso da tutti gli altri. Molti adepti MAGA fondamentalisti evangelici, blocco elettorale e religioso sostenitori di Trump, guidati da diversi predicatori e televangelisti di rilievo, spesso legati a correnti fondamentaliste e carismatiche, stanno associando l’immagine con le tre corna alla seconda parte del libro di Daniele (Daniele7: 8-9, 11-12, 23-25) e alle sue visioni piene di simboli del genere “apocalittico”. Il simbolismo contenuto in quella immagine Deepfake è rapidamente diventato virale: l’abbiamo approfondito nella seguente analisi. 

L’analisi e il riferimento all’Anticristo 

Molti seguaci del movimento MAGA hanno evidenziato nei social media l’affermazione del presidente Trump di aver personalmente pubblicato l’immagine generata dall’IA sul suo account, quindi il riferimento all’Anticristo è stato intenzionale pure a causa dello scontro con Papa Leone XIV. Peter Thiel, diventato uno dei più influenti consiglieri del presidente, è co-fondatore della Palantir Technologies, società di software e analisi di BigData che sta ottenendo contratti miliardari in tutti i settori strategici dal ritorno di Trump alla Casa Bianca. È stato il primo tecnologo a sostenere Trump già nella campagna del 2016. Deluso dalle politiche del presidente repubblicano fino al punto di abbandonare la politica già a metà del 2017, Thiel ha poi finanziato singoli candidati conservatori diventando, tra l’altro, il padrino politico e finanziatore unico di J.D. Vance. 

Vance e l’attacco al Papa 

Il Neoreazionario e populista di destra Vance, nel corso della sua breve carriera e fulminea scalata sociale e politica, si è mostrato volubile nel pensiero. Dapprima assai critico nei confronti di Donald Trump, ai tempi delle elezioni presidenziali del 2016, ha modificato radicalmente le proprie posizioni in seguito alla candidatura al Senato. Da aperto e schietto esponente del movimento “Never Trump”, Vance, durante il suo mandato di senatore, è passato ad assumere il ruolo di incrollabile lealista di Trump e suo accanito difensore. Ha assecondato la narrativa del tycoon sulle elezioni del 2020 che sarebbero state rubate dal Partito Democratico, per poi affermare che egli dovrebbe essere immune da qualsiasi procedimento penale. Anti-europeo e strenuo oppositore degli interventi militari americani all’estero, contrario all’invio di aiuti all’Ucraina a seguito dell’invasione russa, è riuscito nel suo intento di bloccarli definitivamente. Divenuto uno dei massimi agenti dell’ideologia MAGA per essere eletto vicepresidente, si è recentemente convertito al Cattolicesimo. Inviato del presidente Trump in Groenlandia per legittimare le ambizioni imperialiste di annessione dell’isola artica, in Europa per sostenere i movimenti di estrema destra, effettuare operazioni di ingerenza nei processi elettorali. Qualche giorno fa, anche il vicepresidente ha attaccato Leone XIV, prima con una sua “lezione di teologia” e poi con una esplicita minaccia: “Credo che sia molto importante che il Papa faccia attenzione quando parla di questioni teologiche”.  

Il ruolo della tecnologia

Del resto, le teorie del suo sponsor Peter Thiel, oligarca di origini sudafricane naturalizzato statunitense, inquadrano la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati, come un potenziale “katechon”: il freno biblico che trattiene il caos e l’Anticristo. Questo concetto, tratto dalla Seconda Lettera ai Tessalonicesi e elaborato da Carl Schmitt, pone la tecnologia (e il decisionismo sovrano) come una barriera temporanea contro il totalitarismo apocalittico. Nelle sue conferenze riservate, Thiel sostiene che un’accelerazione controllata dell’IA (da normative nazionali e internazionali, eticamente), potrebbe consentire l’instaurazione di uno “stato totalitario mondiale” o di un controllo di tipo anticristiano, mentre un’innovazione moderata preserva la libertà umana. Thiel sostiene un’accelerazione incontrollata dell’IA per consentire l’instaurazione di uno Stato tecnologico totalitario, e chi vi si oppone, come Papa Leone XIV, è l’Anticristo. Pertanto, riteniamo che possa esistere un collegamento tra il pensiero dell’Anticristo di Peter Thiel, del conservatorismo religioso più estremo dei tele-predicatori evangelici che promuovono la “dottrina della prosperità”, che sostengono fanaticamente il presidente Trump. Presidente, venerato dai fondamentalisti MAGA come un messia, perché salvato dall’attentato di luglio 2024 da un intervento di Dio che ha deviato il proiettile, per fargli rivincere le elezioni e sconfiggere le forze del male e salvare gli Stati Uniti dall’Anticristo”. 

L’intervista a Maurizio Gronchi sulla campagna cognitiva

Per interpretare questa campagna cognitiva che ha come chiaro obiettivo strategico la frammentazione del tessuto religioso Cristiano, utilizzando la sintesi Deepfake e l’Affective Computing, iniettando contenuti sintetici progettati per alimentare fratture emotive religiose e ampliare la radicalizzazione sociale, abbiamo intervistato Maurizio Gronchi  Professore ordinario, Facoltà di Teologia Pontificia Università Urbaniana.

Prof. Gronchi, considera che l’immagine trasmessa dalla foto generata con l’IA rappresenti un messaggio subliminale alla base fondamentalista religiosa dei seguaci Cristiani del presidente?

In quell’immagine del falso Christus medicus – come in quella della ricostruzione idilliaca di Gaza, con la statua dell’idolo d’oro, di triste memoria biblica – va in scena la macabra parodia della morte degli altri, che illude di proteggere pochi distruggendo tutto. Qui di cristiano non c’è proprio nulla. Piuttosto, si attinge alla visione guidaica della dottrina della retribuzione, nella sua versione neocalvinista della “teologia della prosperità”, per cui se sei ricco e potente sei benedetto da Dio, se sei malato e povero è perché sei peccatore e maledetto. Trump ha affermato di volersi semplicemente rappresentare con un medico, ed è pure stato difeso dall’industria medica statunitense, con migliaia di medici che insistono sul fatto che ora si vestono tutti come una divinità che dispensa medicine in modo magico. Il presidente starebbe solo dimostrando di essere l’unico dottore abbastanza coraggioso da guarire l’America come si deve: con la magia, non con la medicina.

Ritiene vi sia connessione tra le visioni contenute nel libro di Daniele e la raffigurazione della figura con tre corna presente nell’immagine pubblicata dal presidente Trump?

È possibile che sia presente un riferimento all’Anticristo nell’intreccio di diversi elementi visionari nell’immagine pubblicata da Trump, ispirati dalla tradizione apocalittica, nella quale egli si rappresenta come una sorta di salvatore. Paradossalmente, sembrerebbe l’Anticristo a minacciare gli Stati Uniti che, nella visione di Peter Thiel, si identificherebbe addirittura con papa Leone. In realtà, sembra proprio il rovesciamento di quanto è in atto. In realtà, non è difficile immaginare come intorno alla figura di Trump venga a comporsi una sorta di bricolage dove si mescolano più fattori esoterici, peraltro attinti dal testo biblico. Nel capitolo 7 del libro di Daniele viene descritta una visione in cui quattro bestie emergono dal mare in tempesta, simbolo del caos e del male. Per gli studiosi, esse rappresentano quattro imperi successivi che opprimono il popolo d’Israele: Babilonesi, Medi, Persiani, Greci. All’ultima e più potente minaccia si contrappone la figura del “figlio dell’uomo”. Probabilmente Trump si sente investito di questa missione divina, e lo fa con la maligna ambiguità di chi, per curare gli Stati Uniti, impiega l’arma letale della guerra, della morte. Siamo agli antipodi di Gesù che, per vincere il peccato e la morte, ha offerto la sua vita per tutti. Quando egli si è attribuito il titolo di “figlio dell’uomo”, nei Vangeli, ha detto di essere venuto a perdonare e non a condannare, per servire e non per essere servito.

Peter Thiel e il suo filone di pensiero religioso identificano Papa Leone XIV come una delle incarnazioni dell’Anticristo in virtù della visione del Pontefice sulla necessità di regolamentazione dell’intelligenza artificiale e della tecnologia. Di conseguenza, l’attacco dell’amministrazione USA al successore di Pietro è da considerarsi parte integrante di una strategia di delegittimazione dell’istituzione Vaticana?

Papa Leone annuncia il Vangelo della riconciliazione e della pace, in nome di Gesù Cristo, dove non c’è posto per l’odio e la violenza. Chi è abituato a cercare sempre un nemico da combattere cerca maldestramente di arruolare un dio creato a propria immagine. Lo aveva già fatto il neopaganesimo nazista, continuano a farlo i fondamentalismi religiosi, sia di parte ebraica sia islamica. Non esiste un dio che combatte per un popolo, un dio degli eserciti che uccide i nemici. Quando “un manipolo di tiranni” vuol distruggere l’umanità non c’è Dio, ma soltanto un idolo. Lo ha detto chiaro papa Leone in Camerun: “Guai a chi piega le religioni e il nome stesso di Dio ai propri obiettivi militari, economici e politici, trascinando ciò che è santo in ciò che vi è di sporco e tenebroso”. Il fatto che la voce del Papa – eco forte e chiara di quella di Cristo – incontri la resistenza e l’opposizione di parti religiose al potere nei vari conflitti in atto – in Russia, in Ucraina, in Israele, in Iran, negli Stati Uniti – la dice lunga sull’idea di Dio che sostiene tali visioni. Oggi, come sempre, la parola del Vangelo stride con ogni pretesa di legare potere e religione, perché sono sempre i più deboli a pagare il prezzo dell’odio, e Gesù sta dalla loro parte sempre e comunque. 

I molteplici Deepfake video e immagini pubblicati sulla piattaforma di proprietà del tycoon, che strumentalizzano la Fede Cristiana, l’immagine di Gesù, come le ultime diventate virali a livello globali, sono assimilabili a bestemmie? Blasfemia? Ci potrebbero essere gli estremi per una scomunica?

La mescolanza superficiale e tendenziosa dei messaggi pseudo-religiosi della Casa Bianca non ha nulla a che fare col cristianesimo, quindi c’è poco da scomunicare. È un’arma di distrazione di massa, una parodia. Vogliono solo fare affari, spartirsi il mondo come fecero con l’Africa le grandi potenze coloniali. Il 13 marzo scorso Trump ha scritto: “hanno ucciso gente innocente per 47 anni e ora io, il 47esimo presidente d’America, sto uccidendo loro, che grande onore poterlo fare”. Siamo davanti a una mistificazione e a una mistica della guerra. La Chiesa predica un altro Dio, che è Gesù morto e risorto, non questo dio trumpiano, che è un dio della potenza, inventato. Inoltre, la gente sa bene che quando si attacca il Papa si tocca la memoria cara di milioni di persone che in Gesù ripongono la loro speranza di giustizia, di amore e di pace, non di odio e di vendetta.

La Guerra cognitiva che dall’Atlantico Mira all’Europa

La guerra cognitiva è una forma di guerra ibrida per eccellenza, fondata sulla conduzione continua e ripetuta di attacchi informativi e operazioni psicologiche nei confronti di una società, oggi portata avanti principalmente per mezzo di influencer, social media e social network. Si tratta di un’importante forma di guerra invisibile, che mira a ottenere il controllo mentale e psicologico dei soggetti e delle società prese di mira. Gli strumenti delle operazioni cognitive delle guerre di nuova generazione sono le piattaforme cibernetiche potenziate dall’IA, come X e TikTok, Truth Social, che portano avanti “operazioni cognitive” durature, impercettibili, miranti all’alimentazione del dubbio, del complottismo, a comportamenti sovversivi e alla delegittimazione delle istituzioni democratiche. L’impoverimento cognitivo che caratterizza le giovani generazioni occidentali, di cui un sempre maggiore numero manifesta disturbi comportamentali da “social media addiction”, perché tossicamente dipendenti da un irrefrenabile e incontrollabile bisogno di accedere ad App create e gestite da regimi autocratici, e recentemente anche dagli Stati Uniti che sfruttando l’ignoranza, il complottismo, la radicalizzazione ideologica e/o religiosa, sono in grado di ridurre drasticamente l’intrinseca vulnerabilità delle democrazie occidentali, esponendo le giovani generazioni all’hacking cognitivo, provocando infodemie, caos sociale e sempre più maligne ingerenze contro le democrazie liberali. Una moltitudine di elementi destabilizzanti e temibili a cui si è esposti indipendentemente dal grado di scolarizzazione ed inclusione sociale o contesto famigliare esistente nei soggetti che li subiscono. 

L’era del Dominio Cognitivo non è una crisi temporanea, ma un cambiamento permanente nella condizione umana. Il futuro sarà caratterizzato dalla lotta tra coloro che cercano di meccanizzare la persuasione per l’Egemonia Geopolitica e coloro che cercano di proteggere l’Autonomia Cognitiva come diritto umano fondamentale. La mente umana è diventata il campo di battaglia e l’obiettivo è di cambiare non soltanto ciò che le persone pensano, ma anche come agiscono e lo fanno. Per queste ragioni la difesa della mente è la difesa dello Stato.

Francesco D’Arrigo e Tommaso Alessandro De Filippo

Autore