Il caso della morte di Gigi Bici, come era conosciuto Luigi Criscuolo, 60enne di Pavia, è ancora avvolto nel mistero. Una storia davvero intricata difficile da decifrare. Ma nuovi dettagli emergono dalle indagini come le immagini delle videocamere di sorveglianza della zona di Cura Carpignano (Pavia) che hanno ripreso un uomo con la maglietta rossa e i guanti bianchi alla guida della polo di Criscuolo.

Poi c’è la fisioterapista, Barbara Pasetti, 44 anni, che giovedì scorso è stata arrestata per il reato di tentata estorsione: è accusata di aver chiesto alla famiglia di Criscuolo, attraverso due lettere lasciate in una cabina telefonica e sotto un tappeto di una chiesa di Pavia, un riscatto di 390mila euro per liberare il loro congiunto che in realtà era già stato ucciso. Barbara Pasetti, indagata anche per omicidio e occultamento di cadavere, dalla sezione femminile del carcere dei Piccolini a Vigevano (Pavia) continua a proclamare la sua innocenza e nega di aver mai conosciuto Criscuolo. Facciamo ordine in questa storia.

Dalla scomparsa di Gigi Bici al ritrovamento del cadavere

Gigi Bici è scomparso l’8 novembre scorso. Era uscito di casa in viale Canton Ticino alle 8,40 dopo aver ricevuto una telefonata si è diretto verso Calignano, una frazione di Cura Carpignano. Alle 9,37 la sua auto è passata sotto la telecamera di via De Gasperi, alle 9,39 era a Calignano poi è scomparsa per un’ora e 5 minuti e ricomparsa alle 10,44 all’uscita dalla frazione con l’auto già col finestrino rotto. Le immagini di videosorveglianza hanno ripreso gli spostamenti dell’auto.

Come riportato da Il Giorno è stata la figlia minore di Criscuolo, Stefania, quando le è stata mostrata la sequenza di immagini a notare fin da subito che nel fotogramma delle 10,44 non era suo padre l’uomo alla guida. “Mio papà era uscito con una maglia blu – aveva dichiarato appena dopo la scomparsa – questa persona mi sembra indossasse una maglia rossa, ma non si vede bene”. L’uomo al volente sembrerebbe avere tra i 40 e i 50 anni e indossava guanti bianchi. La sera dell’8 novembre l’auto di Gigi è stata trovata con un vetro rotto e le macchie di sangue nell’abitacolo nelle campagne di Calignano.

Poi di Gigi si sono perse le tracce fino al 20 dicembre, quando il suo corpo è stato trovato davanti al cancello della villa di Barbara Pasetti, 44 anni, fisioterapista, che giovedì scorso è stata arrestata per il reato di tentata estorsione. Dall’autopsia è emerso che Gigi è stato freddato da un proiettile alla tempia e che il suo corpo è rimasto all’aperto finchè non è ricomparso fuori alla villa della Pasetti.

Il ruolo della fisioterapista

Barbara Pasetti è accusata di aver chiesto alla famiglia di Criscuolo un riscatto di 390mila euro per liberare il loro congiunto che in realtà era già stato ucciso, come rilevato dall’autopsia. Lo avrebbe fatto attraverso due lettere lasciate in una cabina telefonica di via Tasso e sotto un tappeto della chiesa di via Ludovico il Moro, scritte in italiano sgrammaticato.

Ma perché una persona che apparentemente non ha problemi economici dovrebbe chiedere una somma così ingente a una famiglia non facoltosa? Barbara Pasetti, indagata anche per omicidio e occultamento di cadavere, dalla sezione femminile del carcere dei Piccolini a Vigevano continua a proclamare la sua innocenza e nega di aver mai conosciuto Gigi Bici e qualunque componente della famiglia Criscuolo. La donna, che sarà interrogata domani, sostiene di essere finita per caso in una storia che le ha cambiato la vita.

Come riportato da Il Giorno, in un confronto con una delle figlie dell’uomo, Katia, Barbara ha ribadito di non riuscire più a tollerare una “persecuzione” fatta di “lettere anonime con particolari raccapriccianti sul delitto” e scampanellate nel cuore della notte che mettevano in allarme lei e il figlio di 8 anni. “Hanno scaricato il cadavere davanti al mio cancello – aveva raccontato Barbara – perché quello è l’unico punto non ripreso dalle telecamere che circondano la mia proprietà e facilmente raggiungibile in auto”. Nell’ultima lettera fatta trovare nella buca delle lettere di Pasetti e Stefania Criscuolo c’era scritto che il cadavere era proprio davanti alla villa, fatto trovare per far passare ai familiari un brutto Natale.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.