“A quanto pare il coronavirus ha paura di me e non mi attacca. Lo dicono gli esperti internazionali che questa pandemia è una boiata”. A gridarlo dal palco improvvisato di piazza del Popolo, l’ex generale Antonio Pappalardo, leader dei gilet arancioni in sit-in a Roma. Dopo la manifestazione dell’altro giorno in Piazza Duomo a Milano, si ripetono in piazza del Popolo a Roma i gilet arancioni guidati dall’ex generale Pappalardo. Al grido ‘libertà’ e per la maggior parte senza mascherine, un centinaio di persone hanno cominciato ad assembrarsi nella piazza che questa mattina ha ospitato il centrodestra. “No al Mes e fuori dall’Europa”, gli slogan che si sentono urlare insieme ad una serie di “vaffa” rivolti al sistema e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oltre all’invito a dimettersi al premier Giuseppe Conte.

IL COMIZIO – “Guai a chi mette le mascherine ai bambini a chi vuole mettermi la mascherina io lo prendo a schiaffi. I polmoni sono i miei e so io come curarli”.  Ad accompagnare la presenza del generale Pappalardo, oltre alle numerose persone accorse a sentire il suo discorso, c’è anche l’Inno di Mameli. “Mascalzoni che hanno vendono il nostro Paese alle potenze mondiali – attacca – Da quanto tempo non potevamo dire ‘Viva l’Italia'”. “Sono tutti impiegati, compreso il capo dello Stato che gira la testa dall’altra parte. E il capo del Governo con gravissimi reati e ne deve rispondere con la sua testa”. Continua Pappalardo, questa volta riferendosi al leader della Lega Matteo Salvini: “Nicola Porro mi ha chiamato per un’intervista, ma è arrivata la telefonata di Matteo Salvini che mi ha rubato l’intervista. E’ un furto, Salvini non pensi di poter fare quello che vuole. Non ci ferma nessuno”.

Il sistema di amplificazione non è dei migliori, ma Pappalardo continua e ne approfitta per attaccare il governo e il mondo politico: “Temevano che saremmo venuti in piazza per fare cagnara, siamo venuti qui per votare”, aggiunge. “A Milano hanno detto che i lombardi in piazza non avevano le mascherine. E io ho detto ‘si vogliono bene’. E’ importante ristabilire il rapporto umano, abbracciamo tutti. Mi posso prendere il coronavirus? E vediamo, a quanto pare il virus ha paura di me e non mi attacca”, prosegue. “E’ il popolo che comanda. Uscite dal guscio, scendete in piazza e ribellatevi. Noi siamo qui per votare subito un nuovo Parlamento e chiediamo una nostra moneta nazionale. Abbracciatevi tutti, dicono che se vi abbracciate potete prendere il coronavirus? E vediamo se viene”.

Inoltre stando alle parole dell’ex generale vari personaggi del mondo dello spettacolo apprezzano la sua verve e lo hanno cercato per congratularsi con lui: “Massimo Ranieri una volta mi ha chiamato per congratularsi con me. Poi mi hanno messo contro Vasco Rossi. Pensavo volesse complimentarsi, invece me ne ha dette di tutti i colori. Vasco Rossi, sei meglio come cantante. E canta…”, aggiunge.