Giovanni Toti, governatore ligure agli arresti domiciliari da 10 giorni con l’accusa di corruzione, verrà sentito “a fine maggio perché il Gip ha da fare”. Così Claudio Velardi, direttore del Riformista, nel corso della trasmissione “Porta a Porta”, programma di approfondimento condotto da Bruno Vespa e andato in onda su Rai1 giovedì 16 maggio.

Velardi rilancia le parole dell’avvocato di Toti, il legale Stefano Savi che al Riformista ha spiegato di aver “chiesto di essere sottoposti a interrogatorio. Toti vuole incontrare i magistrati, subito. Domani stesso. Vuole dare il suo contributo di chiarezza alle indagini. Ci hanno risposto di no, al momento hanno da fare. Lo interrogheranno a fine mese”. Toti la scorsa settimana si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Paola Faggioni perché non aveva avuto tempo, a 72 ore dall’arresto, di leggere insieme ai suoi legali la corposa ordinanza dell’inchiesta ligure.

Toti, Velardi: “Chi è imputato resti al suo posto”

Adesso il presidente ligure verrà ammesso a interrogatorio tra 10-15 giorni, giusto in tempo per la vigilia del voto. Poi, probabilmente dopo l’istanza di scarcerazione su cui si pronuncerà il Riesame (tra fine maggio e inizio giugno) si dimetterà con il centrodestra  che valuta il leghista Rixi più altri quattro nomi di tecnici, per la sua successione. Il Pd mette in campo invece l’ex ministro, ligure, Andrea Orlando.

Da qui l’amara riflessione di Velardi: “Adesso ci sono pressioni perché si dimetta, lui fa benissimo a resistere ma naturalmente se resta ai domiciliari non può governare”. Poi aggiunge: “Andiamo alla questione di principio: c’è presunzione d’innocenza? Allora va avanti il procedimento giudiziario con i suoi tempi ma chi è imputato rimane al suo posto. Il giorno in cui Toti si dimette è un uomo politico finito”.

Interrogatorio Toti, procura Genova: “Decidiamo noi sul se e sul quando”

Sulle parole del legale di Toti interviene la stessa procura di Genova attraverso il procuratore capo Nicola Piacente. Quest’ultimo sottolinea che quello davanti al pubblico ministero “non è un interrogatorio di garanzia” e dunque “non è obbligato a farlo”. Toti “così come qualsiasi indagato, può presentare una memoria” o fare “spontanee dichiarazioni al Riesame“. In una nota senza riferimenti specifici, il procuratore spiega che “l’indagato che decide di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al gip, può fare dichiarazioni spontanee. Anche al Riesame e se c’è urgenza può presentare memorie”. L’unico momento in cui la procura è obbligata a interrogare l’indagato “è nella fase della chiusura indagini”, ovvero tra diversi mesi. In tutte le altre fasi, “è una decisione del pm sul se e sul quando”.

Tajani: “Dimissioni Toti? Aspettare Riesame”

Sulle dimissioni di Toti è intervenuto anche Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia: “Toti si deve dimettere? ”Secondo me bisogna andare avanti con le opere e aspettare l’interrogatorio e la decisione del tribunale del Riesame”. Nel corso di ‘Piazza Pulita’ su La7, Tajani ricorda poi che “dal 2019 Toti è uscito in maniera traumatica da Fi, attaccando Berlusconi. Non ha più nulla a che fare con Forza Italia”, ha aggiunto.

Redazione

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