Giorgio Gaber e Ombretta Colli si sono conosciuti in un pomeriggio di lavoro. L’inizio di un amore durato quarant’anni tra canzoni, teatro, televisione e politica. Gaber avrebbe compiuto oggi 83 anni. Google lo ha celebrato con un doodle personalizzato. Gaberscik, nato in via Londononio 28 a Milano, diploma da ragioniere, chitarrista nonostante la mano sinistra indebolita dalla poliomelite, è stato uno dei cantautori più influenti e celebrati della musica italiana.

“Tutta la mia carriera nasce da questa malattia”, raccontò in seguito. I primi successi degli anni ’60, con la ballata Non arrossire. Quindi quattro partecipazioni al Festival di Sanremo, la televisione, l’impegno sociale con Com’è bella la città, il teatro. Si è distinto da tutti gli altri grandi della canzone proprio per il teatro canzone: una forma che fondeva la musica, la poesia e il teatro. È morto il primo gennaio 2003, poco prima di compiere 64 anni a causa di un tumore ai polmoni. Solo la morte lo ha diviso dal suo grande amore, Ombretta Colli. Cantante, attrice e politica: eletta Presidente della provincia di Milano, assessore regionale, senatrice ed europarlamentare. Lei di Genova, lui di Milano. Una relazione raccontata appena, sempre con parsimonia, molto intima almeno fino alla pubblicazione di Chiedimi chi era Gaber, un memoir che ha raccontato il sodalizio amoroso e artistico della coppia.

Si era incontrati per la foto di copertina di Benzina e cerini, nel 1961. Lei aveva 18 anni ed era arrivata seconda a Miss Italia dietro Stefania Sandrelli. Lui aveva 22 anni ed era uno degli astri nascenti della musica italiana. “Studiavo. E per guadagnare qualcosa facevo la modella. Fui chiamata precipitosamente per delle pose che riguardavano la copertina di un disco in sostituzione di una collega indisposta. Dovevo posare con Giorgio, già allora piuttosto famoso, ma molto nervoso e molto poco disponibile. Già allora certe incombenze professionali lo disturbavano. Fu un approccio tutt’altro che facile e non riuscivamo a trovare feeling. Suggerii un bacio per l’immagine di copertina. La tensione si allentò, ma ci congedammo molto professionalmente convinti che mai più ci saremmo rincontrati”, ha raccontato Colli a Il Corriere della Sera.

Nessun colpo di fulmine allora. Qualche tempo dopo i due si incrociarono di nuovo a una festa mondana a Roma. “Quando mi accorsi della presenza di Giorgio tra gli ospiti, non potei fare a meno di chiedermi cosa ci facesse un uomo come lui in un ambiente simile”, ha raccontato lei. Chiacchierarono un po’ ma non si scambiarono i numeri di telefono. Alle 3 del mattino il telefono nella stanza di Ombretta squillò: era Giorgio Gaber che aveva telefonato a tutti gli alberghi di Roma per trovarla. Lei era allo steso tempo disturbata, ammirata, intrigata.

Al primo appuntamento a cena lui dimenticò il portafoglio. Il matrimonio nel 1965, dopo un solo anno di fidanzamento, nell’abbazia di Chiaravalle. La figlia Dalia nel 1969. Lei passa al cinema e alle canzoni – la sua Facciamo finta che … è diventata colonna sonora della pandemia in Spagna. Lui si consolida come cantautore e protagonista della televisione fino al rifiuto del piccolo schermo e all’esplosione del “teatro canzone”. I momenti difficili: proprio il passaggio al teatro canzone per lui, la discesa in politica per lei. “Molti amici di sinistra non mi perdonavano la scelta di Forza Italia e non la perdonavano neppure a Giorgio! Secondo loro avrebbe dovuto lasciarmi per questo”. La minaccia, nel 1973, del rapimento della figlia: con una trappola della polizia i malviventi vennero catturati. Colli la femminista, seguiva un decalogo di regole per “non farsi mai fotografare con i figli”, “indossare abiti appariscenti e provocatori”, “essere a favore del divorzio”, “contraria alla maternità”, “affermare di essere disposta a sacrificare la famiglia per la carriera”.

Così Colli ha raccontato nel suo libro la relazione con il marito: “Credo che alla fine la nostra sia stata per il pubblico una coppia, se non eternamente felice, quantomeno solida. E in effetti è stato così. Abbiamo attraversato le gioie e i dolori di una coppia normale. (..) Certo quando ci sono l’innamoramento, l’attrazione e il desiderio tutto è più facile, ma non è tutto. È inutile tentare di scappare dalla sofferenza con i colpi di testa, le sbandate e i piccoli o grandi tradimenti. È soprattutto lì che si cresce, che si diventa adulti. Sì, con Giorgio abbiamo costruito qualcosa di solido, di cui essere orgogliosi. L’abbiamo capito e davvero realizzato il giorno in cui Dalia ci ha comunicato che aspettava un bambino”. Gaber è morto nella loro casa di Camaiore, La Padula, tra la campagna e il mare.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.