Lello Arena si racconta in un’intervista a tutto campo a Il Corriere della Sera. L’attore napoletano, classe 1953, è diventato famoso con il trio “La Smorfia” con Massimo Troisi ed Enzo Decaro. “Ci divertivamo da matti: io ero il più brutto e giocavo sulla mia diversità. Enzo, il più bello: a teatro le prime file erano gremite dalle signorine che venivano per lui”.

Un’intervista piena di aneddoti, soprattutto comici, anche grotteschi. Arena è nato dall’unione di due impiegati della manifattura tabacchi. Ha studiato al magistrale. Ha cominciato a insegnare da maestro itinerante in un circo. Lo stesso circo dove ha cominciato a intrattenere con dei siparietti comici. La prima formazione con Troisi si chiamava “I Saraceni”. Quindi il cambio di nome in “La Smorfia”, il successo, il litigio con Troisi.

“Ci fu un periodo di rottura sul set del film Le vie del Signore sono finite. Dovevo interpretare un personaggio, un paralitico, poi affidato ad altro attore. Ne avrei dovuto fare un altro, ma la troupe insisteva che dovevo fare proprio quello e Massimo credette che fossi io a insistere per il ruolo, che tramassi alle sue spalle. Non era vero … negli anni seguenti, tra una telefonata e l’altra, ci riconciliammo e ho un rammarico: averlo lasciato troppo solo”. Troisi è morto nel 1994 a seguito di un attacco cardiaco.

Arena dal 2006 è sposato con Francesca Taviani, figlia del regista Vittorio Taviani e vive da anni a Roma. Definisce Napoli “una turista” perché “è l’unica città al mondo ce invece di farsi visitare, ti visita, ti costringe a fare il punto su te stesso”. Meglio di come la vedeva Eduardo De Filippo che “una volta accolse noi tre nel suo camerino al Teatro Giulio Cesare di Roma e ci chiese: ‘Voi state ancora a Napoli? Fuitevenne!?’ Allora la considerava un città ingrata”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.