Simone ha cominciato a 14 anni con la cocaina, hashish, marijuana e pasticche. Tiziana a 13 anni. Alexandra ha cominciato a 14 anni ai rave. Samuel a 19 anni ha fatto uso di tutti i tipi di droghe. Chiara ha cominciato a 14 anni con l’hashish. E quindi il crack, l’eroina, droghe leggere e pesanti. È un racconto senza filtri quello di Giovani e droga, di Alberto D’Onofrio, il film inchiesta in onda giovedì 7 ottobre alle 21:20 su Rai2. Le storie e le vite di alcuni ospiti delle comunità di San Patrignano, della comunità La Torre del gruppo Ceis di Modena e dell’associazione Anglad di Roma.

Tutti racconti di giovani o giovanissime vite e però tutte da riappiccicare, pacificare, ricostruire, incollare daccapo dopo o durante essere caduti nel cosiddetto “tunnel della droga”. E tutto perché tutti hanno cominciato giovanissimi. Alcuni appena o neanche adolescenti. A 12 o 13 anni addirittura. Gioventù bruciata, outsider, fuori dai giochi prima di cominciarli i giochi, prima di essere neanche lontanamente adulti, esperti o formati almeno in parte.

In questo film non ho raccontato i tossicodipendenti come ‘zombi’ – racconta l’autore e regista D’Onofrio – ma come persone che si rendono conto degli errori che hanno fatto e che li hanno portati a vivere momenti drammatici durante la loro vita. Ora stanno lavorando all’interno della propria anima per cercare di uscire per sempre da questo problema. Gli operatori sociali e le educatrici delle comunità hanno un ruolo fondamentale all’interno di questo percorso e diventano quasi una seconda famiglia, mentre i genitori dei tossicodipendenti cercano di dimenticare i propri sensi di colpa e di ricostruire un rapporto con i propri figli”.

Alexandra spendeva anche 600 o 700 euro al giorno. “Sei disposto a tutto pur di comprarla”, dice. Tiziana racconta che la madre le ha detto “O vai a San Patrignano o esci di casa”. E Marzia: “’Mamma, io ho un problema’, eli: lo so. ‘No mamma, io ho un problema, uso l’eroina, non dimenticherò mai la faccia di mia madre”. Sono anche storie di adulti, genitori, responsabili e previdenti che si sentono in colpa, che sentono di aver perso il controllo, di non essere stati abbastanza, di non essere stati all’altezza.

Altri invece agiscono, non senza dolore. La famiglia di Simone per esempio è riuscita a convincerlo a entrare a San Patrignano. Mattia invece non ha bisogno disintossicarsi: la sua famiglia lo ha denunciato per spaccio e furto. È stato detenuto al Carcere minorile del Pratello di Bologna. Natascia invece ricorda il padre tossicodipendente e lei che già bambina vedeva quello che succedeva dove quelle sostanze portavano a quell’uomo. Quando a 17 anni si è allontanata di casa non è riuscita a proteggersi e ha cominciato a fumare cocaina.

Testimonianze anche degli operatori che raccontano la vita e le regole che accolgono e si prendono cura di chi vuole essere aiutato. Compare anche Antonio Boschini nel film documentario, responsabile terapeutico di San Patrignano, e già tra i protagonisti di SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano sulla comunità fondata da Vincenzo Muccioli, una serie Netflix che è esplosa come un caso a inizio anno – anche perché clamoroso rimosso nella storia della Repubblica. Un tema tutto aperto: a partire dalle proposte di depenalizzazione e di legalizzazione, come l’ultimo referendum proposto dalle associazioni Luca Coscioni, Meglio legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e i partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani, Sinistra italiana.

La Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, nel novembre 2020, ha intanto denunciato che un ragazzo su tre tra quelli che vanno a scuola tra i 15 e i 19 anni hanno fatto uso di sostanze illegali, l’età si è abbassata sempre più, fino agli 11 e ai 14 anni. E meno del 10% delle 300mila persone che si rivolgono ai servizi pubblici per dipendenze del genere sono under 25 anni.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.