Sì della Camera al Dl Giustizia, il provvedimento che contiene disposizioni sulle intercettazioni, sulle carceri e sulla app Immuni. 305 i voti a favore, 232 i contrari, 2 gli astenuti. Presenti in aula 539 deputati. L’Assemblea è quindi passata all’esame degli ordini del giorno al testo. Al voto finale, secondo accordi informali tra i gruppi parlamentari, si dovrebbe arrivare entro le 14 di domani pomeriggio.

La votazione si è svolta per fasce orarie, con ingresso dal lato sinistro dell’aula e uscita dal lato destro, secondo le norme anti-covid. Il governo aveva posto sul testo la questione di fiducia, come già era accaduto al Senato. Il decreto raggruppa anche la proroga, fino al primo settembre, dell’entrata in vigore della riforma Orlando sulle intercettazioni e sul decreto Bonafede per il rientro in carcere dei detenuti scarcerati durante l’emergenza coronavirus.

Voteremo la fiducia su questo provvedimento per lealtà” ma “non possiamo dire che siamo soddisfatti dagli atti del ministro Bonafede“. Lo ha detto Gennaro Migliore nelle dichiarazioni di voto alla Camera sul Dl intercettazioni. “Al governo dico, non si pensi di cavarsela con la massima di Deng Xiaoping ‘non importa che il gatto sia bianco o nero, l’importante è che acchiappi il topo’, perché questo voto mette tanti rattoppi ma non possiamo dire che siamo soddisfatti dell’operato del ministro Bonafede”, ha spiegato l’esponente di Italia viva invocando una “riforma della giustizia per dare impulso al paese” e sottolineando ancora: “Votiamo questo decreto ma chiediamo un’altra strada“.

“Questo decreto aiuterà la giustizia a ripartire dopo lo stop per l’emergenza sanitaria. La pandemia ha sconvolto le vite di tutti noi e bloccato il paese per diverse settimane, anche la macchina della giustizia è stata costretta a fermarsi. E’ stato necessario prorogare il termine dell’entrata in vigore della legge sulle intercettazioni che doveva entrare in vigore il 1 maggio: dico chiaramente che per quanto ci riguarda non accetteremo altri rinvii che sarebbero sbagliati“, ha detto Michele Bordo, vice capogruppo del Pd durante le dichiarazioni di voto alla Camera sul decreto intercettazioni.

Malumori, soprattutto dettati dalla questione di fiducia, nell’opposizione. “Dalla maggioranza, sulla giustizia, solo porte in faccia a Forza Italia. Sul decreto intercettazioni l’ennesima questione di fiducia e l’ennesimo no alle proposte costruttive che abbiamo apportato. Ci dicono no su tutto; per loro, la nostra collaborazione deve essere unilaterale“, ha dichiarato in una nota Enrico Costa, deputato di Forza Italia e responsabile Giustizia del movimento azzurro. “Non possiamo che bocciare senza appello questo decreto che non ha mortificato solo il dibattito parlamentare, ma anche l’impellente domanda di una riforma del sistema Giustizia che arriva dal Paese”, ha aggiunto Jacopo Morrone della Lega.