No, non è vero che i nuovi casi di coronavirus sono meno gravi rispetto a quelli della prima ondata, ovvero dello scorso marzo. Le dichiarazioni sono decisamente in controtendenza rispetto a quelle anche di alcuni esperti ma arrivano da una voce autorevole, Alessandro Vergallo, presidente nazionale di Aaroi-Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani).

“La curva epidemica si sta alzando, e così anche il numero di persone ricoverate in terapia intensiva. E i malati di covid-19 che vengono ricoverati in questi reparti non sono meno gravi di quelli arrivati a marzo o aprile”, ha detto il presidente nazionale.

“Non ci convince quanto detto da alcuni in questi mesi che il virus sia diventato meno aggressivo. La curva epidemica sta risalendo, così come i casi in terapia intensiva, che hanno un’età media più bassa. Per fortuna siamo lontani dal livello di allarme rosso dei mesi di marzo e aprile, grazie al contenimento sociale”, ha aggiunto Vergallo.

Alcuni esperti avevano pronosticato che con l’estate e con il caldo il virus sarebbe scomparso. Così evidentemente non è stato. Secondo molti i casi attualmente positivi sono meno gravi in quanto a essere maggiormente colpiti sono stati giovani, che riescono a rispondere in maniera più efficace all’infezione. Nelle ultime 24 ore, come riportato dal ministero della Salute nel bollettino quotidiano, i nuovi positivi sono stati 1.108 contro i 1.297 di ieri, per un totale di 278.784 dall’inizio dell’epidemia. Sono, invece, 32.993 gli attualmente positivi nel nostro paese. Nelle ultime 24 ore si sono registrati dodici decessi, in calo rispetto agli otto di ieri, che portano il totale a 35.542.