Dopo il voto in Senato sull’istituzione della commissione contro il razzismo e l’antisemitismo, che vede Liliana Segre come prima firmataria, divampa la polemica politica. Le reazioni arrivano da tutte le fazioni scosse dalla reazione in aula della desta che ha preferito rimanere in silenzio all’applauso partito dopo l’approvazione della commissione. Velata arriva la reazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che intervenendo alla Cerimonia di consegna delle insegne dell’Ordine militare d’Italia in occasione del giorno dell’unità nazionale e giornata delle forze armate ha parlato del rapporto con i grandi drammi della storia: «Non bisogna mai abbassare la guardia e non si devono «sottovalutare i tentativi che negano o vogliono riscrivere la storia contro l’evidenza allo scopo di alimentare egoismi, interessi personali, discriminazioni e odio». Lo ha spiegato . «L’antidoto a queste immani tragedie è soltanto nella memoria, nel dialogo, nel rispetto, nell’inclusione e nella comprensione reciproca» ha aggiunto il Capo dello Stato che ha ricordato «gli orrendi episodi accaduti settantacinque anni or sono lungo quasi tutta la penisola. Tante vite spezzate nei crudeli eccidi perpetrati dalle truppe e milizie nazifasciste, spesso compiuti nella più agghiacciante violenza e spregio della vita persino dei bambini. A quegli eccidi si sono aggiunte le aberranti vicende ad opera di alcuni reparti delle forze Alleate che come talvolta accade in guerra, avevano smarrito ogni senso di umanità». Parole dette senza nessun riferimento esplicito alla vicenda Segre ma cariche di significato.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Segretario di Stato vaticano, cardinal Pietro Parolin. «Mi preoccupa, nel senso che su alcune cose, su valori fondamentali dovremmo essere tutti uniti – ha detto a margine di un evento all’università Lateranense – Ci sono cose su cui dovremmo convergere. Io penso che l’invito sia a riflettere sui valori fondamentali. Ci vogliono basi comuni. Poi naturalmente anche qui c’è il pericolo di politicizzare tutto ciò e dovremmo davvero uscire da questo». Sul tema è intervenuta anche la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello a margine dell’inaugurazione della targa toponomastica «Via Elio Toaff» a Roma. Dureghello ha parlato di «un momento complicato per gli ebrei in Europa». «La commissione Segre è un grande risultato istituzionale per il nostro Paese, di grande valore. Certo sconcerta un po’ l’astensione di alcune forze politiche, una scelta che riteniamo sbagliata e pericolosa. In questo momento c’è bisogno di unità e non bisogna lasciare adito ad alcuna ambiguità».

Sulla vicenda è intervenuta la Presidenza e la Segreteria nazionale Anpi con una nota: “soddisfazione e apprezzamento per il voto favorevole del Senato all’istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio – si legge nella nota – Un importante e concreto segnale di civiltà democratica sollecitato dall’instancabile, coraggiosa e preziosa Senatrice a vita Liliana Segre”. Nel contempo, esprimono “profonda preoccupazione e condanna rispetto all’astensione da parte dei senatori delle forze politiche di centro-destra, un atteggiamento grave e fortemente irresponsabile, in quanto interpretabile come atto di legittimazione dei fenomeni che la Commissione intende contrastare”.

Piovono i commenti da parte dei deputati della sinistra che criticano aspramente i colleghi del centro- destra e i 98 astenuti al voto. di Palazzo Madama ci sono stati 98 astenuti, tutti del centrodestra. “Non so cosa c’è scritto nella mozione – ha detto Claudio Borghi, presidente leghista della Commissione Bilancio della Camera ai microfoni di Radio Capital – Da quello che leggo, bisogna stare attenti agli ‘e’. Uno dice: c’è una mozione contro l’antisemitismo, e fin qui siamo tutti d’accordo, ma ci sono degli ‘e’. Sono perplesso quando si parla di linguaggio d’odio. Cos’è il linguaggio d’odio? È linguaggio d’odio anche quello contro Salvini?” E spiega: “Su razzismo e antisemitismo siamo tutti d’accordo, ma non vorrei che aggiungendo gli ‘e’ si crei alla censura. Probabilmente questo è stato uno dei motivi dell’astensione. È il solito discorso: si prende qualcosa su cui siamo tutti d’accordo e poi in cauda venenum, si mettono dentro delle cose che servono a limitare la libertà di espressione oppure si utilizza una cosa come strumento di lotta politica”.

Svariate le posizioni della fazione di centrodestra. “Il contrasto all’antisemitismo – ha detto Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia – è un elemento fondante della storia di Forza Italia, che è sempre stata in prima linea contro tutti i razzismi, senza se e senza ma. Oggi ci siamo astenuti sul documento a prima firma della senatrice Segre, a cui abbiamo espresso la totale solidarietà per le ignobili minacce che riceve quotidianamente, non certo per retrocedere da questo valore fondante, ma per riaffermare il principio liberale della libertà di espressione chiaramente sancita dalla nostra Costituzione”. “Non accettiamo lezioni dalla sinistra – ha continuato Bernini –  l’Olocausto per noi è e resta il male assoluto, e la sua unicità nella storia non può essere messa assolutamente in discussione dalle polemiche strumentali di queste ore”. Critica invece è la posizione di Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia:  “La mia Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo. Stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle. Intendo questo quando dico che nell’alleanza di centrodestra andiamo a rimorchio senza rivendicare la nostra identità. Se l’unità della coalizione in politica è un valore aggiunto, essa non può compromettere i valori veri, quelli che fanno parte della nostra storia”. Infine Deborah Bergamini esprime la sua solidarietà a Liliana Segre”Il mio applauso e la mia solidarietà a Liliana Segre – ha detto la deputata di Forza Italia – É stato un grave errore astenersi sul voto alla commissione contro odio, razzismo e antisemitismo istituita in Senato. Dovremmo tutti ricordarci, per il ruolo istituzionale che siamo chiamati a ricoprire, che è importante onorare il nostro Paese e la sua storia da cui, purtroppo, abbiamo ancora molto da imparare”.