Non solo le inchieste giudiziarie e giornalistiche. Ad entrare a gamba tesa sul voto delle amministrative del 3 e 4 ottobre arriva anche la commissione parlamentare Antimafia presieduta dall’ex grillino Nicola Morra.

A due giorni dal voto infatti è stata presentata la lista dei cosiddetti “impresentabili”: si tratta di nove candidati alle Comunali e uno alle Regionali, previste esclusivamente in Calabria. 

Dei 9 “impresentabili, quattro sono candidati alle Comunali di Roma: si tratta di Marcello De Vito, Maria Capozza – entrambi di Forza Italia – e di Viorica Mariuta e Antonio Ruggiero, di Movimento Idea Sociale. A spiccare, tra tutti, è il nome di Marcello De Vito, ex M5S e presidente dell’assemblea Capitolina in questa legislatura, ora candidato nelle liste di Forza Italia per il Comune di Roma con Enrico Michetti, a cui carico c’è un decreto di giudizio immediato per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. 

Ma tra gli impresentabili c’è anche l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, condannato ieri in primo grado a 13 anni e due mesi di reclusione nel processo sui presunti illeciti nella gestione dei migranti nell’ambito del processo ‘Xenia’. Lucano è candidato all’assemblea regionale della Calabria a sostegno dell’uscente sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. 

Il ‘tribunale etico’ di Morra ha bocciato anche la candidatura di Domenico Barbieri al consiglio comunale di Siderno, a sostegno del candidato sindaco Antonio Cutugno. ‘Fatale’ una condanna, non definitiva, a sei mesi di reclusione e mille euro di multa per “coltivazione di stupefacenti”.

Anche a Napoli e Bologna ci sono “impresentabili”. Nel capoluogo campano è nella compagine che sostiene l’ex pm Catello Maresca: si tratta di Carlo De Gregorio, lista “Essere Napoli”, che se eletto verrebbe sospeso in quanto condannato a due anni per “importazione detenzione e commercio di sostanze stupefacenti”

A Bologna la ‘mannaia’ della commissione Antimafia cala invece su Riccardo Monticelli, in corsa nel campo del centrosinistra per Matteo Lepore e candidato nella lista “Coalizione civica per Bologna coraggiosa ecologista solidale”. Monticelli paga una condanna a 4 mesi per “detenzione ai fini di spaccio” ma al momento della presentazione della candidatura il casellario giudiziale non presentava riferimenti alla pronuncia.

Ultimo nome è quello di Franco Metta, aspirante sindaco di Cerignola, in provincia di Foggia. Metta non può correre di nuovo in quanto “ha ricoperto le stesse funzioni” proprio in quel Comune che fu sciolto per infiltrazioni criminali.

La Commissione definisce ‘impresentabile’ un candidato in base a criteri che rinviano alla cosiddetta legge Severino e al codice di autoregolamentazione Antimafia. Si può dunque essere considerati ‘impresentabili’ nel caso di condanne, anche se non definitive, per alcune tipologie di reato e rinvii a giudizio.

Morra al termine della riunione della commissione ha spiegato anche che vi sono stati casi di soggetti “impresentabili” che sono stati “sostituiti da congiunti o parenti, le cosiddette teste di legno, ma su quello formalmente non si può fare alcunché”.

LE REAZIONI – Una lista di proscrizione che ha ovviamente causato immediate reazioni. “Le elucubrazioni del senatore Nicola Morra, rese scorrettamente e pavidamente a poche ore dal silenzio elettorale, non hanno alcun valore giuridico né fattuale: domenica sarò, meravigliosamente presentabile, ben presente nelle liste di Forza Italia Roma Capitale, dal momento che io non sono mai stato condannato neppure per una multa”, ha reagito prontamente Marcello De Vito, candidato nelle liste di Forza Italia per il Campidoglio.

Di un Morra “mosso da risentimenti” parlano invece Maurizio Gasparri, commissario romano di Forza Italia e il senatore Antonio Saccone segretario Udc del Lazio. Sul caso di Maria Capozza i due sottolineano infatti come la candidata azzurra “è in prima linea nel contrastare fenomeni di illegalità ed ha annunciato una querela nei confronti di chi fa rilievi assolutamente infondati. Peraltro è paradossale che proprio Morra abbia presentato delle interrogazioni chiedendo perché l’Anac non abbia dato seguito alle denunce della Capozza”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia