La nave si chiama Razoni, è partita dal porto di Odessa, ed è la prima a salpare dopo la firma dell’accordo stretto lo scorso 22 luglio tra Ucraina e Russia e mediato dalla Turchia a Istanbul – accordo salutato con favore dalla comunità internazionale ma messo comunque in pericolo dai bombardamenti su Odessa all’indomani dell’intesa. A dare l’annuncio della partenza il ministero della Difesa turco. La nave è diretta in Libano, domani dovrebbe fare scalo a Istanbul.

L’accordo è stato simbolico oltre che cruciale: è stato il primo, anche se non diretto, tra Ucraina e Russia, con la mediazione di Ankara e Nazioni Unite, dall’esplosione della guerra causata dall’invasione di Mosca lo scorso 24 febbraio. Il conflitto aveva bloccato le esportazioni del grano dall’Ucraina, uno dei maggiori esportatori al mondo, provocando una crisi alimentare molto grave soprattutto in Paesi dell’Africa e del Medio Oriente. L’accordo firmato in Turchia prevede che le esportazioni ripartano da tre porti: quelli di Odessa, Pivdenny e Chornomorsk. Secondo le stime sarebbero circa 20 milioni le tonnellate di grano ferme nei porti ucraini.

Materiale che rischia di marcire se non sarà trasportato in tempo. L’imbarcazione partita oggi, intorno alle 6:16 locali, batte la bandiera della Sierra Leone e trasporta 26mila tonnellate di mais. A Istanbul sarà ispezionata. Secondo il corrispondente in Ucraina della BBC in Ucraina, James Waterhouse, entro i prossimi due giorni dovrebbe partire un’altra quindicina di navi entro i prossimi due giorni. Dovrebbero traportare oltre 200mila tonnellate di grano.

 

La notizia della prima partenza è stata monitorata e raccontata in diretta da testate di tutto il mondo ma anche accolta con prudenza viste le frequenti violazioni dei cessate il fuoco, anche per le evacuazioni dei civili, da parte delle forze di Mosca durante questi mesi di guerra. Il Cremlino aveva inizialmente anche negato la sua responsabilità negli attacchi a Odessa all’indomani dell’intesa. “Non c’è nulla negli impegni che la Russia ha assunto, anche in base agli accordi firmati il 22 luglio a Istanbul, che possa impedirci di continuare l’operazione militare speciale e di colpire le infrastrutture militari e altri obiettivi militari”, le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov che difatti ha ammesso l’attacco.

Altra difficoltà nel rispetto dell’accordo riguarda il passaggio in sicurezza delle navi sul Mar Nero, le cui acque sono state minate in gran parte da Kiev per impedire attacchi e invasioni russe anche da quel fronte. Mosca ha rivendicato un ruolo attivo ai preparativi e giudicato molto positiva la partenza del cargo. La notizia è stata salutata positivamente dall’Unione Europea e dall’ambasciata statunitense in Ucraina. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu si è augurato che l’esportazione di cereali dall’Ucraina “vada avanti senza interruzioni e problemi”.

La partenza della prima nave arriva al 159esimo giorno di conflitto, mentre si continua a combattere. A Mykolaiv oltre 40 missili russi hanno danneggiato circa 70 edifici secondo Ukrinform tra cui “appartamenti, garage, istituzioni educative, uffici privati, un hotel, servizi pubblici e imprese private ed edifici amministrativi. Ci sono civili morti e feriti”. Si potrebbe trattare di una ritorsione russa dopo l’attacco di un drone al quartier generale della flotta del Mar Nero a Sebastopoli. Ucciso nei bombardamenti russi il magnate del grano ucraino Oleksiy Vadatursky, con la moglie Raisa Vadaturska. Era uno degli uomini più ricchi dell’Ucraina: aveva fondato l’azienda leader nel commercio di cereali, la Nibulon, e aveva un patrimonio di 450 milioni di dollari secondo Forbes. Era stato insignito del titolo di “Eroe dell’Ucraina”. Il Presidente Volodymyr Zelensky ha definito la morte del magnate “una grande perdita per tutta l’Ucraina”, il consigliere del presidente Mykhailo Podolyak ha parlato di “un atto premeditato”. Circa 300 persone risultano disperse nella regione di Kiev dall’inizio dell’invasione, 216 i corpi non ancora identificati come sostiene il capo della polizia.

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.