La lettura dell’articolo di Fausto Bertinotti mi ha riportato con la memoria al 1979, anno in cui mi trasferii da Napoli, dove insegnavo Economia Politica nella Facoltà di Scienze politiche, a Roma, alla cattedra di Storia e politica monetaria nella Facoltà di Scienze politiche. Iniziai il mio corso di lezioni esibendo un biglietto da dieci dollari e dissi: questa è la prova inconfutabile che il vostro insegnante è un criminale. A quel tempo, infatti, il possesso di valuta estera era un reato! L’anno dopo presi un anno sabbatico, l’unico di cui abbia usufruito, per passarlo a Washington presso una fondazione per scrivere un libro. Andai con mia moglie e le due figlie, allora bambine. Arrivati in albergo, mi venne chiesta la mia carta di credito; spiegai che non ne avevo perché il possesso di una carta valida all’estero non era consentito in Italia. Mi fu risposto che avrebbero sottoposto la cosa al direttore.

Lo fecero e m’informarono che avrei potuto soggiornare in quell’albergo se avessi pagato in anticipo la camera per una settimana. Estrassi il portafogli e diedi l’importo dovuto in biglietti da cento dollari. La ragazza della ricezione vide i biglietti da cento, la mancanza di carta di credito e il passaporto italiano e arrivò a una conclusione sbagliata, col risultato che non sono mai stato trattato così bene come in quell’albergo. Certe volte nascere in Sicilia può essere molto utile! Dico questo perché oggi pochi ricordano quei tempi; oggi sarebbe considerato insensato impedire il possesso di valuta estera o vietare la carta di credito valida all’estero. Allora era così e non ricordo critiche da sinistra a queste demenziali restrizioni della libertà personale. Poi, a partire dal 1979, la musica è cambiata. I movimenti internazionali d’idee, persone e capitali sono stati gradualmente, anche se non interamente, liberalizzati. Era arrivata quella che non solo Fausto Bertinotti chiama globalizzazione e accusa di nefandezze.

In realtà cominciò allora, grazie alla globalizzazione, il periodo più prospero e dinamico nell’intera storia umana. Mai nei millenni precedenti, il reddito reale pro capite era aumentato tanto e in tutto il pianeta. Mai nei millenni precedenti avevamo vissuto così a lungo, eravamo stati così ben nutriti, curati, istruiti, intrattenuti, né mai avevamo dovuto faticare così poco per ottenerlo. Bertinotti replicherebbe citando le differenze fra chi è molto ricco e i molti poveri, ma è troppo intelligente per basare la sua tesi su questa fanfaluca. I più poveri sono molto meno poveri di quelli del passato e la differenza può interessare solo gli invidiosi, non certo le persone normali. Le dittature sono quasi del tutto scomparse, il comunismo è quasi ovunque sparito rimpianto da nessuno, nemmeno il mio amico Fausto. I progressi scientifici, tecnologici e culturali sono stati molto maggiori che in qualsiasi altro momento storico.

I viaggi turistici e non sono aumentati enormemente, le comunicazioni sono più facili e meno costose che mai prima. Nel 1967 per chiamare Roma da Chicago, dov’ero studente, dovevo passare attraverso l’operatore e tre minuti di telefonata costavano 25 dollari, l’equivalente di dieci cene! Oggi la stessa telefonata costa niente e si fa senza dover passare attraverso un operatore.
Nel 1979 il personal computer era quasi inesistente, idem il telefono cellulare, idem le auto elettriche, la chirurgia moderna, la farmacologia del nostro tempo. No, caro Fausto, credo che tu sia perfettamente in grado di sbagliare da solo, non hai bisogno dell’aiuto di nessuno, certamente non di Bill Gates e Klaus Schwab!