È diventato ormai un appuntamento di rito, anche fonte di critiche da parte di diversi esperti che considerano i numeri non corretti. Parliamo della conferenza stampa che il capo della Protezione civile Angelo Borrelli tiene quotidianamente per aggiornare sui dati dell’epidemia di Coronavirus in Italia, con i numeri che poi vengono utilizzati per analizzare l’evoluzione della malattia.

Proprio la Fondazione Gimbe, ente no-profit di Bologna che si occupa di sanità, assieme a YouTrend  ha sottolineato che il dato dei guariti fornito da Borrelli non è corretto, perché comprende al suo interno sia le persone effettivamente guarite dal Covid-19 che quelle dimesse dagli ospedali e che potrebbero essere anche malate ma con sintomi lievi e quindi tali da poter proseguire le terapie a casa.

Lo stesso Borrelli durante la conferenza stampa parla di “guariti” senza mai specificare il dettaglio, non da poco, che nel numero ci sono persone dimesse ma ancora con la malattia. La Protezione civile, raccogliendo i dati che arrivano dalle varie Regioni, dovrebbe invece distinguere e contestualizzare i due dati. Secondo i dati raccolti da YouTrend al primo marzo, quando i ‘guariti’ da Covid-19 erano secondo la Protezine civile 16.847, diq uesti il 68% risultava essere dimessa dai setting ospedalieri.

Dall’indagine condotta da Gimbe e YouTrend realizzata controllando un campione sui dati di 8 regioni, è emerso infatti che nella categoria “guariti” comparivano pazienti negativi ai tamponi a distanza di un giorno (effettivamente guariti), pazienti in via di guarigione (in attesa cioè del secondo tampone), pazienti guariti solo clinicamente (tramite visita e non tampone) e pazienti dimessi senza alcune indicazione sul loro stato di guarigione.

Per Gimbe e YouTrend è “emblematico” il caso della Lombardia, regione chiave del contagio di Coronavirus che nel suo bollettino quotidiano “non menziona affatto il numero delle guarigioni, ma riporta solo il numero di pazienti dimessi dall’ospedale (o dal pronto soccorso) e inviati in isolamento domiciliare. Tutti questi casi (ieri 11.415, il 68% del totale) confluiscono nei “Dimessi/Guariti” del bollettino nazionale sovrastimando il tasso di guarigione. Infatti, il comunicato stampa giornaliero della Protezione Civile ieri riporta 16.847 persone guarite, dato confermato anche sul sito del Ministero della Salute”.

La Fondazione  ha quindi proposto alla Protezione civile che nel punto stampa e nei dati forniti ai media vengano esclusi dalla definizione di “guariti” le persone sulle quali non ci sono ancora dati certi circa la loro guarigione.