Chi alimenta l’antiamericanismo in casa nostra
Guerra Iran, è già partita la fanfara mediatica. Sospetti e complottismi per favorire la propaganda iraniana
A cinque giorni dall’inizio del conflitto è già partita la fanfara mediatica, che con la solita abilità dei noti intellettuali benpensanti e delle nuove leve di armigeri operanti sui social, alimenta una narrazione distorta sulle ragioni del conflitto tra il regime iraniano e l’Alleanza Stati Uniti e Israele. Brandendo il diritto internazionale e ripetendo i soliti slogan – triti e ritriti – “sull’imperialismo occidentale”, e il “neo colonialismo”, dimenticano la natura criminale e terroristica del regime degli Ayatollah, e di più glissano sulla repressione che da oltre un mese sta devastando l’Iran. I più pericolosi sono quelli che con il volto gioviale “dei giovani impegnati” rivolgendosi ai più giovani, particolarmente alla Gen Z, alimentano sospetti, complottismi e favoriscono stoltamente la propaganda iraniana. Tutti naturalmente simpatizzanti pro-Pal. Girovagando sui social e anche in tv, frequentata da chi invece da decenni alimenta l’antiamericanismo in Italia, ci si imbatte in un copione identico, ripetuto a tamburo battente e indirizzato a distorcere la realtà.
Esportazione della democrazia
Nessuno vuole esportare la democrazia in Iran; nessuno lo ha mai detto e a nessuno verrebbe in mente un’assurdità del genere. Il futuro dell’Iran è nelle mani del popolo iraniano che ha la maturità per poter costruire o – sarebbe più corretto dire – ricostruire la Persia del futuro, in cui oscurantismo e fanatismo siano un lontano ricordo. Parliamo di una civiltà bimillenaria, imperiale e che come ci insegna Erodoto pensò di sperimentare la democrazia con gran sorpresa degli ateniesi increduli. Restituire la libertà alla Persia significa accorrere in soccorso di un popolo che sta lottando contro un regime sanguinario e che rappresenta una minaccia per tutti noi.
Come in Iraq inventeranno il pretesto
Nessuno sta inventando pretesti, nessuno ha fabbricato prove, non è necessario, la pericolosità del regime di Teheran è nota a tutti, e non la vede o non la soppesa correttamente solo chi dolosamente è accecato dall’odio ideologico. L’Iran finanzia e arma i terroristi di Hamas, Hezbollah e Houthi. Nel cuore del regime e dei Pasdaran è stato concepito il pogrom del 7 ottobre, quello che i benpensanti fanno finta di non ricordare, per non parlare dei sicari a spasso per l’Europa con lo scopo di eliminare gli oppositori. Non è un mistero per nessuno che l’Iran punti alla costruzione dell’atomica attraverso un arricchimento dell’uranio ben oltre il necessario per gli scopi civili. Questi sono fatti.
L’invenzione del sogno occidentale dei giovani
Nessuno pensa che i giovani iraniani vogliano vivere all’occidentale, e nessuno vuole imporre un modello. Ad imporre è il regime, a impiccare, lapidare e utilizzare la polizia morale sono gli Ayatollah. Gli stessi che hanno tentato di strappare l’anima ad un popolo bimillenario.
I veri persiani
La peggiore delle falsità è quella con la quale si è tentato di demonizzare i persiani in esilio e i giovanissimi nati in esilio, tantissimi in Italia. Operazione infima e vergognosa. Chi oggi manifesta lo fa per poter ritornare in patria o per poter per la prima volta toccare il suolo della patria e meritano rispetto e sostegno.
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