Vincenzo Palumbo avrebbe avvertito il 112 solo dopo quasi mezz’ora dai colpi esplosi contro l’automobile sulla quale si trovavano Tullio Pagliaro e Giuseppe Fusella. 27 e 26 anni, morti sul colpo, nel duplice delitto di Ercolano, comune in provincia di Napoli, che ha sconvolto una comunità che ancora si fa fatica a realizzare il delitto assurdo e inspiegabile. “Giustizia e solidarietà per due figli di questa città”, lo striscione comparso a Portici domenica scorsa. Solo dopo essersi avvicinato alla Panda crivellata dai suoi colpi e aver visto i due giovani agonizzanti, il camionista avrebbe chiamato i soccorsi.

Il dettaglio – i soccorsi chiamati dopo 26 minuti – sarebbe emerso dalle immagini dell’impianto di videosorveglianza di una villetta poco distante in via Marsiglia, periferia di Ercolano, lontano dal centro. Sarebbe successo tutto nel giro di tre minuti. Ancora da capire se i due amici, entrambi incensurati, stavano chiacchierando o si erano persi. Avevano appena visto la partita del Napoli in un bar. Erano entrambi di Portici. 11 i colpi esplosi dal 53enne camionista che ha chiamato le forze dell’ordine dicendo di aver sparato a due ladri che erano fuori la porta di casa sua. Dieci minuti dopo aver sparato è sceso in strada. Al gip avrebbe raccontato di aver sentito i lamenti dei due ragazzi e dopo un quarto d’ora abbondante di aver chiamato i carabinieri. Per i due ragazzi i soccorsi si sarebbero rivelati inutili: sono morti sul posto. Come ha confermato lunedì davanti al giudice delle indagini preliminari.

Aveva “riferito di essere stato svegliato dal suono del sistema di allarme della propria abitazione e che dopo aver preso la pistola, che ogni notte custodiva sotto al letto a causa di un furto subito in casa in data 4 settembre 2021 ad opera di ignoti, si era precipitato fuori al terrazzo per respingere temuti ladri o rapinatori” e di “aver visto un giovane in fuga all’interno della sua proprietà, il quale, alle sue grida, sarebbe fuggito a bordo della Fiat bianca che lo avrebbe atteso con il motore acceso”. I Carabinieri della Compagni di Torre del Greco hanno contraddetto, alla luce delle indagini, da subito questa tesi difensiva.

Il gip ha accolto la richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Napoli e firmata dai pubblici ministeri Luciano D’Angelo e Daniela Varone. L’accusa: duplice omicidio volontario. Palumbo, assistito dai legali Fioravante De Rosa e Francesco Pepe, si trova quindi al carcere di Poggioreale a Napoli. Dall’ordinanza di custodia cautelare emergerebbe un comportamento, da parte del camionista, mirato ancora a cercare di attenuare le proprie responsabilità, senza alcuna volontà di offrire un contributo di chiarezza. Sia una perizia tecnica che i vicini smentiscono che l’allarme sia entrato in funzione. “A tutti vorrei ricordare – ha detto l’avvocato Fioravante De Rosa – che anche Vincenzo Palumbo è un padre e ha una famiglia: quando si è reso conto che le vittime erano bravi ragazzi, è stato colto da una grave crisi interiore e oggi se ne sono resi conto anche il giudice e i pm”.

Palumbo ha detto inoltre di aver sparato al buio a scopo “intimidatorio”. Deteneva una Beretta calibro 40 legalmente. I due ragazzi, che non avevano armi con loro, estranei a qualsiasi tipo di precedente criminale, sono stati però raggiunti entrambi alla testa dai colpi. Il 53enne è anche cacciatore. Viveva con la moglie e con la figlia. Avrebbe minacciato nei mesi scorsi dei tecnici dell’Enel e dei ciclisti che si erano avvicinati alla sua villetta. Dal furto subito lo scorso 4 settembre “dormiva con la pistola sotto il letto e la portava con sé anche la mattina presto quando usciva a passeggio col cane per timore di poter incontrare qualche malintenzionato”. Secondo il gip “la presenza di un’autovettura” nei pressi della sua abitazione avrebbe rappresentato perfino “più che una causa determinante dell’evento, un mero pretesto per lo sfogo di un impulso criminale”.

Per il giudice “l’autovettura è stata colpita proprio mentre era stata messa in fuga dagli spari, sicché è evidente la volontà di Palumbo di colpire e uccidere a freddo sia il conducente che il passeggero. La freddezza del gesto e soprattutto l’assoluta determinazione nel colpire l’autovettura a bordo della quale viaggiavano i due ragazzi sono immortalate nelle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza”. Ieri la convalida dell’arresto del 53enne. Mercoledì l’autopsia sui corpi delle due vittime.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.