Polveriera Hong Kong. Due video raccontano con immagini agghiaccianti l’altissima tensione che si respira nell’ex colonia Britannica. Nel primo, un agente spara a distanza ravvicinata – all’altezza del torace – contro un manifestante, che cade a terra in fin di vita. Nel secondo, un sostenitore di Pechino ha un’accesa discussione con dei manifestanti pro Hong Kong che d’improvviso lo cospargono di liquido infiammabile e lo danno alle fiamme. Dopo la morte di uno studente 22enne caduto dall’alto durante un’operazione di polizia, avvenuta venerdì, lo scontro sembra aver raggiunto l’acme della tensione, con scontri fra polizia e manifestanti registrati in varie parti della città, lanci di lacrimogeni e uso di proiettili di gomma da parte della polizia.
«La violenza non risolverà i problemi e non farà che portare altra violenza, altre tragedie», è stato il duro monito lanciato dal capo del governo di Hong Kong, Carrie Lam, afflitto dalle ultime dimostrazioni di studenti, che hanno prodotto più di 60 feriti nella sola giornata di ieri, «Credo che nessuno ad Hong Kong voglia vedere succedere simili tragedie», ha detto Lam, visibilmente colpito dalla violenza contro l’uomo di fede pechinese ridotto a una torcia umana. Il capo del governo ha poi chiesto a tutti, indipendentemente dalla posizione politica, di mettere fine agli atti di violenza. Se qualcuno crede che «la crescente violenza generi una pressione che porti a soddisfare le richieste politiche, io dico forte e chiaro qui che questo non avverrà».

«La violenza non fornirà alcuna soluzione ai problemi cui deve far fronte Hong Kong», ha tuonato mentre le immagini di rara violenza facevano il giro del mondo. Nel primo video, si vede un uomo discutere accesamente con alcuni manifestanti pro-democrazia, ai quali dice con tono accusatorio: «Siete britannici». Parole che scatenano un’improvvisa quanto feroce reazione. Qualcuno getta del liquido infiammabile sul contestatore, un altro rapidissimo appicca il fuoco con un accendino. L’uomo a questo punto comincia ad ardere, avvolto dalle fiamme, mentre i manifestanti si danno alla fuga. Da quanto si è appreso successivamente, la vittima versa in condizioni critiche per le ustioni di secondo grado riportate sul 28% del corpo tra braccia e torace. L’episodio, in parte ancora da ricostruire, è stato riportato dalla Rthk come avvenuto nel primo pomeriggio a Ma On Shan. Dare fuoco a una «persona è un atto totalmente inumano e imperdonabile», è stata la condanna della governatrice di Hong Kong Carrie Lam, Nella mattinata lo scontro tra studenti e agenti a Sai Wan Ho. Secondo quanto riportato dai media locali e ricostruito dai filmati postati sui social, due studenti sono stati colpiti dagli spari della polizia, e poi portati via in ambulanza mentre erano coscienti. Uno dei due, 21enne, è il ferito più grave: è stato raggiunto al torace e poi operato d’urgenza e affidato alla terapia intensiva, dove è sotto stretta osservazione, La rabbia, dopo un weekend con oltre 100 arresti e ripetuti colpiti di pistola sparati dagli agenti. sembra destinata a tracimare con ancora più veemenza. La morte di venerdì di Chow «Alex» Tsz-lok, studente di 22 anni, prima vittima delle proteste, sembra destinata a essere uno spartiacque.