Figli di una terra sfortunata, figli della camorra, figli di tutti e figli di nessuno. Casal di Principe, due bambini litigano, sono piccoli ma le parole che volano tra i due sono enormi e pesano come macigni. Così grandi che la bocca di un bambino non dovrebbe avere la possibilità di contenerle. Si parlano come due adulti, come due uomini, come due camorristi. È da una litigata tra bambini che nasce, secondo la ricostruzione di carabinieri e Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, il progetto di agguato che avrebbe ideato Gianluca Bidognetti, 34enne ultimogenito del capoclan dei Casalesi Francesco Bidognetti, arrestato ieri mattina insieme con le sorelle Katia e Teresa, ai cognati e ad altre trentadue persone per associazione camorristica, estorsione, usura, spaccio di droga, ricettazione.

Un agguato che per gli inquirenti sarebbe stato ordinato ma non eseguito quasi in extremis. Un agguato per punire il bambino o la famiglia del bambino che aveva offeso il piccolo e l’intera reputazione, criminale, della sua famiglia. Un agguato che però non si è mai consumato per motivi al momento poco chiari e forse riconducibili alle mediazione di altri familiari. Nell’ordinanza firmata dal Gip di Napoli Isabella Iaselli si parla del litigio tra il figlio piccolo di Katia e un altro bimbo, figlio di un soggetto imparentato con un altro esponente storico del clan, Emilio Martinelli. Nella discussione, il secondo si vanta con il primo, denigrando anche la famiglia Bidognetti che avrebbe perso lo smalto criminale di una volta. E come si vanta? Elencando l’alto numero di ergastoli conquistato dai suoi ‘cari’ e comparandolo con quello, più basso, dei familiari di Bidognetti jr (che spera presto nella scarcerazione dello zio per far cambiare le cose). Il diverbio tra i due minori si consuma utilizzando parole (che non riportiamo, ndr) che fanno tremare il sangue nelle vene: ergastoli, famiglie, potere, soldi. Si parla di bambini e loro si parlano così. Sono cresciuti sentendo discutere i “grandi” di questo e lo ripetono vantandosi. E’ questa la loro quotidianità, è questa la loro realtà, è questa la colpa di uno Stato e di una società civile che qui ha evidentemente fallito e continua a farlo non contrastando a dovere la dispersione scolastica, non creando alternative concrete e lasciando intere fette del territorio alla malavita.

Pensiamo a quei bambini, ai modelli ai quali si ispirano per crescere forti e potenti come i padri, gli zii, i fratelli nel silenzio assordante di una dimenticanza che oramai non fa più paura a nessuno. Proprio questa mattina si svolgerà a Castel dell’Ovo un incontro su servizi educativi e sociali per minori disagiati. Alla Tavola Rotonda personalità di spicco nel settore dell’Infanzia: l’incontro sarà aperto dai saluti degli assessori comunali all’Istruzione, Maura Striano, al Welfare, Luca Trapanese, e del direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Ettore Acerra. Prenderanno parte alla Tavola Rotonda personalita’ di spicco nel settore dell’Infanzia: Anna Serafini, Coordinatrice Nazionale del Piano per la Garanzia Infanzia; Giuseppe Scialla, Garante dell’Infanzia della Regione Campania, Maria de Luzenberger, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, Emilia Narciso, Presidente Comitato Unicef Campania, Nicola Graziano, Consigliere Nazionale Unicef Italia. Parliamo di loro, dei bambini dimenticati che vivono nella terra che non c’è.

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Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.