Insulti, minacce, ma soprattutto la diffusione di dati personali, tra cui nome, cognome e anno di nascita dei figli. E’ la ‘shitstorm’ di cui è stata vittima sui social network Annalisa Cuzzocrea, firma tra le più note della redazione politica di Repubblica, ‘azionata’ dalla macchina della propaganda di Giorgia Meloni.

Era stata proprio la leader di Fratelli d’Italia ad iniziare una polemica con la giornalista di Repubblica, con quest’ultima che sul proprio account Twitter nel commentare la giornata parlamentare che vedeva lo scontro tra il ministro dell’Interno Lamorgese e Meloni scriveva: “Giorgia Meloni, interamente vestita di nero, lascia platealmente l’Aula non appena la ministra Lamorgese conclude il suo intervento”.

Un tweet ‘smentito’ da Meloni, che precisava infatti che il vestito era “blu, interamente blu”, accusando la cronista: “Quanto vi piace la mistificazione“. Alle accuse della leader di FdI la stessa Cuzzocrea aveva risposto evidenziano come non ci fossero intenti polemici o retropensieri: “Un bellissimo blu scuro allora. Oggi sono vestita di nero io. Nessuna mistificazione, solo la vista che peggiora“.

Un tema su cui Cuzzocrea torna ancora qualche ora dopo, chiarendo ulteriormente la sua ‘posizione’ sulla vicenda: “Ho raccontato una cosa vista come faccio in ogni pezzo e anche qui. Descrivendo cravatte, vestiti, particolari. Non c’era niente sotto. Chi mi sta riempiendo di insulti su ogni muro è in malafede. E ho sempre pensato che ognuno possa e debba vestirsi come vuole. Giornalismo è raccontare. Raccontare è descrivere. Non c’è sempre qualcosa sotto, se non per chi vuole vederla o cerca pretesti per attaccare senza motivo“.

Peccato però che Meloni non dia spazio alla risposta della Cuzzocrea e pubblichi quindi sui social il tweet originale della giornalista e la sua precisazione. Risultato? Una orda di commenti, oltre 4mila, molti dai toni iper aggressivi.

Tra questi però sono spuntati anche quelli di vere e propria minaccia, con offese non ripetibili. Alcuni li riporta la stessa Cuzzocrea su Twitter: “Sempre più convinto di andare a caccia di questi giornalai e fargli fare 3 mesi in ospedale così che abbiano il tempo di riflettere su come si vendano. E io sono contro la violenza”, è una delle minacce rivolte alla giornalista.

La firma di Repubblica quindi attacca: “Giorgia Meloni – scrive Cuzzocrea – fa uno screenshot per additarmi ai suoi sostenitori come nemica. Sulla base di un tweet descrittivo che non aveva alcun sottotesto, se non quello che lei ha voluto vedere. Il risultato sono migliaia di insulti e inviti alla violenza. In mezzo alla melma, vengono messi nome, cognome e anno di nascita dei miei figli. Mi chiedo quale tecnica politica sia questa, a cosa serva la gogna social, se chi crea quei post si renda conto di quello che suscita. Mi chiedo anche se queste reazioni siano volute, cercate. Se siano tentativi di intimidire, di rendere impossibile anche una semplice cronaca parlamentare. Se questo sia tollerabile”.

Da quindi dunque l’appello alla leader di Fratelli d’Italia: “Chiedo a Giorgia Meloni di rimuovere quei post e quei commenti da Facebook e Instagram, se vuole riportare il dibattito a un livello di civiltà”.

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Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia