Con 3.700 persone ricoverate in terapia intensiva il Governo già pensa alla necessità di allungare il periodo di stretta lasciando l’Italia in zona rossa e arancione anche dopo Pasqua e fino al 3 maggio. Le riaperture potrebbero dunque riguardare solo le scuole. Il piano prevede la didattica a distanza al 50% nelle zone arancioni e in presenza per materne ed elementari in zona rossa.

A frenare l’entusiasmo per le possibili riaperture sono gli scienziati preoccupati dalla curva dei contagi e dai ritardi nella campagna vaccinale tra ritardi nelle consegne e caos nelle prenotazioni in alcune regioni. Nei prossimi giorni Mario Draghi convocherà la cabina di regia con cui valuterà regole e divieti. Il decreto e il Dpcm attualmente in vigore scadono il 6 aprile. Poi bisognerà decidere cosa fare.

L’orientamento resta quello di far rimanere tutte le regioni in fascia arancione e rossa “per non vanificare i sacrifici che stiamo facendo”, come ripete il ministro della Salute Roberto Speranza. L’ipotesi più probabile è che si fissi un calendario condizionato all’andamento della curva epidemiologica fino al 3 maggio, consapevoli però che sarà molto difficile poter riaprire bar e ristoranti. E che si decida di prolungare lo stato di emergenza almeno fino a giugno, quando l’inoculazione dei vaccini dovrebbe essere a regime.

LA SCUOLA – Priorità viene data alla questione delle riaperture della scuola. Si pensa alla strategia: il primo giorno di scuola tutti gli alunni, compresi quelli di nidi e materne, dovranno essere sottoposti a tampone rapido. Poi ogni settimana e nel caso dovesse essere trovato qualcuno positivo, tutta la classe dovrà sottoporsi al tampone molecolare. In questo modo si creerà una bolla sicura considerato che anche gli insegnanti ormai saranno tutti vaccinati.

Per effettuare i controlli si è deciso di chiedere aiuto ai militari e ai volontari della Protezione civile che potranno essere impiegati all’ingresso degli istituti, utilizzando i “salivari” che forniscono una risposta in pochi minuti e sono adatti ai più piccoli. A disposizione ci sono almeno 2 milioni di kit, altri possono essere reperiti rapidamente per garantire una copertura di diverse settimane.

LE CHIUSURE E LE RIAPERTURE – Ristoranti e bar dovranno ancora attendere per la riapertura, così come cinema e teatri che possono riaprire solo in zona gialla, come recita il decreto. Su parrucchieri ed estetisti sarà fatta una nuova valutazione anche per scongiurare gli appuntamenti a domicilio che aumentano il rischio di contagi. Ma nel Governo è scontro aperto tra rigoristi e aperturisti.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.