Si fa sempre più fitto il mistero sulle condizioni di salute di Kim Jong-un, il dittatore della Corea del Nord da giorni al centro di un polverone mediatico per voci sempre più insistenti sulla sua presunta morte.

Un giallo noto nelle scorse settimane, quando erano trapelate le prime indiscrezioni su un intervento chirurgico subito dal leader di Pyongyang causato da “eccessivo tabagismo, obesità e stress da lavoro”. A parlare di Kim Jong-un “in grave pericolo dopo un intervento chirurgico” era stata anche la Cnn, tacciata di diffondere “fake news” dal presidente Usa Donald Trump.

Sui social network intanto si è diffusa una foto in cui il dittatore viene mostrato avvolto da un telo rosso su una sorta di podio funebre. La prova schiacciante della sua morte? Non proprio. Si tratta sicuramente di una bufala, ripresa da un servizio della tv giapponese Jnn News: l’immagine infatti è stata modificata rispetto all’originale datata 2011, per la cerimonia funebre di Kim Jong-Il, padre di Kim Jong-Un, morto improvvisamente.

Anche in Italia la confusione sulla Corea del Nord regna sovrana. L’agenzia Ansa ha infatti pubblicato, e poi cancellato, un tweet in cui annunciava la morte del leader di Pyongyang. Nel lancio si poteva leggere del decesso avvenuto “questa notte in ospedale”, dove si trovava “in terapia intensiva per Covid-19. Potrebbe prendere il suo posto la moglie Ri Sol-Ju”, aggiungeva l’agenzia di stampa.

Nell’eventualità di un reale decesso del dittatore, secondo Francesco Sisci, docente di politica internazionale all’Università di Pechino e giornalista, a succedere a Kim Jong-un potrebbe essere in realtà la sorella. “Kim Yo Jong è la candidata principale, ma è molto giovane ed è donna”, ha spiegato infatti Sisci all’AdnKronos. Anche Sisci fa parte degli esperti che credono nella morte del dittatore: “Che io sappia è già morto”, ma per l’ufficialità “potrebbero volerci giorni, ma anche mesi”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia