Il commento
Il Movimento 5 Stelle è morto, ma Grillo deve andare oltre lo spettacolo

Dello scontro in atto all’interno del Movimento Cinquestelle ci interessa il giusto, cioè niente: sono tipiche e antichissime baruffe di partito, in cui ognuno dei contendenti cerca di interpretare a proprio vantaggio regole già sufficientemente leguleie. Se invece avete 9 minuti di tempo libero, impiegateli per guardare il video che Beppe Grillo ha girato ieri da un carro funebre, in cui ha spiegato in maniera incontrovertibile le ragioni per le quali oggi il M5S è diventato ormai un partitino, avendo tradito le ambizioni visionarie e i propositi rivoluzionari del movimento delle origini.
Le ragioni di Grillo
Al di là delle battute scontate contro Conte-mago di Oz, nel video Grillo fa anche una elencazione puntigliosa delle proposte di programma da lui avanzate e mai prese in esame, perché troppo innovative e disruptive per il nuovo M5S “progressista”, accucciato ormai stabilmente dentro le logiche della politique politicienne. E sostiene infine un’altra cosa giusta: il movimento è morto, essendo diventato un partito come gli altri, ma l’humus da cui aveva preso vita, quello della rivolta antisistema, è sempre pronto a germogliare nuovamente.
I fuochi di ribellione
Tutto vero, in un paese incapace di progettare – e realizzare – riforme. Ma passare la propria esistenza ad alimentare continui fuochi di ribellione è un giochetto semplice, superficiale e alla lunga frustrante. Trovare invece un’alternativa credibile alla stagnazione dominante, questo è il problema vero. Cioè pensare, studiare, costruire, lavorare. Non limitarsi allo spettacolo, caro Beppe.
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