Un filo diretto collega Torino a Lione, i due estremi della linea ad alta velocità Tav che da anni scatena le polemiche politiche. Il neo sindaco della città francese, il Verde Grégory Doucet, appena eletto nella terza città per popolazione della Francia, si è espresso contro l’opera infrastrutturale esattamente come la collega torinese, il sindaco del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino.

“Fra le nostre città esiste già un’infrastruttura ferroviaria, che è sufficiente, ed è su quella che dovremmo investire – ha detto Grégory Doucet nella sua intervista a La Stampa -. La Francia ha iniettato troppi pochi fondi sul trasporto merci su rotaia a livello nazionale. E ora vogliono farci credere che con la Tav rilanceremo l’attività. Ma è assurdo”.

Un parere tecnico e politico che però non potrà smuovere la decisione finale sull’opera, che spetta al governo centrale di Parigi e con Roma. “Se valorizzata, la linea già esistente è sufficiente per i treni che vi devono circolare. Ecco, investiamo prima lì e nel resto della Francia – ha però aggiunto Doucet -. Non bisogna insistere su un progetto sbagliato. È la scelta peggiore. Bisogna fermare la Tav”.

Parole che evidentemente non hanno avuto alcun effetto sul ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, che ospite ad Agorà Estate su Rai3 ha ribadito che il cantiere Tav “sta andando avanti e a breve consentiremo a tutti i sindaci, anche a chi ha votato contro la Tav, di poter accedere ai finanziamenti di compensazione ambientale. Credo che l’Alta Velocità Torino-Lione serva perché lì c’è in ballo un corridoio europeo, quindi consente a tutto un paese di collegarsi. L’Italia deve stare dentro il grande sistema infrastrutturale europeo”.