Atteso oggi a Madrid, dove incontrerà il suo omologo Pedro Sanchez, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il suo tour europeo, in vista del Consiglio dell’Unione del 17-18 luglio, è partito ieri da Lisbona. Il presidente del Consiglio ha incontrato il presidente portoghese Antonio Costa. Venerdì porterà dunque le ragioni dei Paesi del Mediterraneo nel faccia a faccia con l’olandese Mark Rutte, “falco” dei Paesi cosiddetti “frugali”. E poi, lunedì, il bilaterale con la cancelliera tedesca Angela Merkel, prima dell’incontro, ancora da confermare, con il presidente francese Emmanuel Macron.

“Abbiamo bisogno di una ripresa economica non solo dei nostri Paesi ma per l’Ue. Non ci saranno vincitori e vinti. Non dobbiamo convincere qualcuno che il Portogallo o l’Italia abbiano bisogno di aiuti”, ha detto Conte, senza negare il legame tra Recovery Fund e Quadro finanziario pluriennale. Il premier non ha insistito sulle regionali e sul Mes, consapevole della suscettibilità del Movimento 5 Stelle sui temi. Il fondo salva-stati “non è nei nostri principali pensieri” conferma anche Costa.

Al Palazzo Sao Bento di Lisbona il premier arriva portandosi dunque dietro le tensioni della maggioranza e il dl semplificazioni scaturito dopo la riunione fiume della notte. “C’è un grande sentimento di amicizia e di stima” verso Antonio Costa con cui “abbiamo sempre trovato il modo per coltivare un dialogo intenso e franco e quasi sempre ci siamo ritrovati su posizioni comuni”. Conte ha osservato come alla rigidità dei Paesi della “Lega anseatica” sul Recovery Fund, l’asse del Sud potrebbe rispondere con medesima durezza su alcuni aspetti del Quadro finanziario pluriennale, come quello dei “rebates”. Sul negoziato Ue “dobbiamo percorrere l’ultimo miglio – ha aggiunto – Il piano Next Generation Ue e il quadro finanziario pluriennale costituiscono un unico pacchetto”, spiega il premier. “O ne usciamo tutti insieme o non ne esce nessuno”, gli fa eco Costa.

Non c’è dunque nessun “cappello in mano”, ma solo il rischio della “fine del mercato unico europeo”, che solo una risposta di Brusxelles tempestiva potrà evitare. Attesa per domani, quando Angela Merkel dovrà – con la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, quello del Parlamento David Sassoli e del Consiglio Europeo Charles Michel dare la spinta decisiva al Recovery Fund pensato dalla Commissione. Venerdì l’incontro con lo scettico Rutte dovrebbe ulteriormente chiarire le posizioni. Oggi a Madrid il vertice con Sanchez.