Girare indisturbati per le strade del centro di Napoli impugnando un kalashnikov in pieno giorno e nei pressi di una delle principali stazioni dei treni della città, quella di Montesanto, frequentata quotidianamente da migliaia di persone. Sembra di assistere alla riprese di un film invece è tutto spaventosamente vero. Un uomo, tutto vestito di nero e con il volto travisato, che gira armato di fucile Ak-47 e viene invitato da conoscenti ad allontanarsi dalla zona. Due gruppi che danno vita ad una rissa in strada dove partecipano anche donne. Momenti concitati: c’è chi fugge con la maglia strappata, chi lancia caschi per colpire i rivali, chi si scaglia contro un motorino con i cassonetti della spazzatura, chi lancia sedie e chi, per provare a ‘tranquillizzare’ gli animi, apre la portiera dell’auto, una Fiat Panda con i vetri scuri, prende una pistola, la punta verso il cielo e lascia partire un proiettile. Il tutto a volto scoperto, così come emerge dai filmati. Poi risale in auto e fugge via nonostante altre sedie lanciategli contro.

Montesanto come GTA: i video virali

Non sono ancora le 19 di lunedì 29 giugno e quello che accade in piazzetta Montesanto, dove erano presenti anche turisti, è raccapricciante. Tutto viene ripreso da video diventati virali in poche ore sui social. E’ l’ennesima azione criminale in un centro città (ma non solo) che da settimane è diventato una vera e propria polveriera. Si tratta infatti del quinto episodio criminali avvenuto negli ultimi giorni nella zona compresa tra Montesanto, Pignasecca e Quartieri Spagnoli. Stese, risse e intimidazioni per questioni legate sia alla gestione degli affari illeciti (droga in primis) sia a questioni di natura personale Quello che però lascia senza parole è la facilità con la quale questi criminali sparano, incuranti sia delle telecamere presenti sia del numero non indifferente di persone presenti in strada.

L’escalation e la propaganda

Il bollettino della cronaca nera delle ultime settimana ha fatto registrare una impennata di omicidi, stese, risse ed accoltellamenti con buona pace della propaganda istituzionale che mira a sorvolare su episodi del genere per non rovinare l’immagine di una città che, ricordando le celebri parole del prefetto Michele Di Bari (pronunciate dopo l’omicidio di Emanuele Tufano, 15 anni, avvenuto nell’ottobre del 2024) “sta vivendo una primavera del turismo”.

Quasi due anni dopo il bilancio di giovani (anche innocenti) ammazzati in città inchioda ancora una volta lo Stato alle sue responsabilità. Non basta la propaganda sul turismo e sull’America’s Cup in programma tra poco più di un anno. Non basta solo reprimere perché dopo gli arresti c’è sempre una costante rigenerazione di giovani criminali, lanciati in strada dalla fame e da clan più strutturati sia per gestire lo spaccio sia per creare “ammuina“, dando vita ad uno scontro armato anche solo per la gestione di una stradina. Non basta solo annunciare l’ennesimo, decennale, arrivo di nuove telecamere (in realtà in periferia intere zone sono ancora sprovviste) e forze dell’ordine. Nonostante il grande lavoro svolto negli anni, con una vera e propria mappatura delle paranze più attive nel centro città (da Decumani al Rione Sanità, dal Pallonetto alla Torretta, passando per Quartieri Spagnoli, Materdei e Cavone), negli ultimi mesi la situazione sembra essere sfuggita di mano. Davvero troppi gli episodi criminali verificatisi anche nei quartieri periferici di Pianura, Miano, Fuorigrotta (frazione Cavalleggeri), San Giovanni a Teduccio e Ponticelli.

Le indagini di quest’ultimo episodio, quello probabilmente più cinematografico, sono affidate alla Squadra Mobile diretta dal primo dirigente Mario Grassia. Già in mattinata nella zona è in corso una operazione ad alto impatto con controlli, perquisizioni e la raccolta di testimonianze utili a ricostruire la follia avvenuta in strada la sera precedente. Per la cronaca il kalashnikov impugnato dall’uomo nero è stato ritrovato sotto un’auto parcheggiata nella zona. Diverse persone sospette, probabilmente quelle riconosciute nei filmati, sono state portate in Questura per essere ascoltate.

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.