Un nuovo passo fondamentale verso il voto per l’impeachment del presidente statunitense Donald Trump. La commissione Giustizia della Camera ha infatti approvato le accuse di abuso di potere e di intralcio alla giustizia contro il tycoon nell’ambito del processo per impeachment legato al caso Ucraina.

LEGGI ANCHE – Il boom dell’economia salverà Trump (di Paolo Guzzanti)

IL CASO UCRAINA – I democratici hanno avviato la procedura contro ‘The Donald’ dopo avere appreso che, in una telefonata del 25 luglio, aveva chiesto al presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky di indagare su Joe Biden, democratico e possibile rivale nella corsa per la Casa Bianca del 2020. L’opposizione accusa Trump di avere abusato del suo potere per fini personali, precisamente congelando aiuti militari fondamentali per Kiev, che è impegnata in un conflitto armato con i separatisti filorussi nell’est dell’Ucraina.

IL CALENDARIO – Le due accuse saranno sottoposte al voto dell’intera Camera prima di Natale e, in caso di approvazione, Trump sarebbe messo formalmente sotto accusa col procedimento che si sposterà quindi al Senato. Qui, dove i Repubblicani hanno la maggioranza, la possibilità che l’impeachment possa vedere un risultato positivo sono praticamente nulle.

LE ACCUSE DEM – Il nostro presidente ha la massima fiducia dell’opinione pubblica. Quando tradisce quella fiducia e mette se stesso davanti al Paese mette in pericolo la Costituzione, mette in pericolo la nostra democrazia e mette in pericolo la nostra sicurezza nazionale”, aveva dichiarato nei giorni scorsi il presidente della commissione giustizia della Camera, il democratico Jerry Nadler, attaccando Trump. “Il presidente ha chiesto e fatto pressione sull’Ucraina affinché intervenisse nelle nostre elezioni presidenziali del 2020, così facendo ha minato la sicurezza nazionale, ha indebolito l’integrità delle elezioni e violato il suo giuramento al popolo americano”, aveva affermato Nadler. I Dem rimproverano inoltre al tycoon di essersi rifiutato di collaborare alla loro indagine, il che alimenta il capo d’accusa di ostruzione del Congresso. Definendo “incostituzionale” l’inchiesta sulla destituzione, la Casa Bianca ha effettivamente intimato a diversi consiglieri del presidente di non piegarsi alle ingiunzioni a comparire e di non consegnare documenti alla Camera.