Insegnante di arte alla scuola primaria “Henricks” di Cobb, in Georgia. Marito esemplare, maestro di vita ammirato e riconosciuto dai suoi studenti. Soprattutto, sostenitore dell’uso della mascherina come prevenzione per la diffusione del Coronavirus, un atto che negli Stati Uniti è diventato politico prima che sanitario. Patrick Key è morto a 53 anni la notte di Natale, dopo più di un mese di ricovero in terapia intensiva attaccato a un respiratore.

Per la sua commemorazione, avvenuta alla presenza dei membri del Comitato sull’educazione della Contea, l’impiegata del distretto scolastico e sua ex collega Jennifer Susko aveva chiesto che tutti indossassero la mascherina durante il minuto di silenzio, come avrebbe voluto Patrick. “Fatelo come tributo a un uomo che ha fatto tutto quello che gli avete chiesto, anche durante una pandemia”, ha detto alla donna parlando con i vertici scolastici.

Per i successivi secondi, tutti hanno abbassato lo sguardo per raccogliersi in un momento di riflessione, ma due dirigenti, tra i quali il Sovrintendente Chris Ragsdale, sono rimasti senza dispositivo di protezione. “Vorrei far notare che alcuni di voi hanno disobbedito all’ultima richiesta di un uomo, un vostro insegnante, che è morto”, ha dichiarato Susko dopo una lunga pausa. “Le vostre azioni – ha aggiunto – parlano più delle parole”. “In questo momento provo tantissime emozioni, ma non trovo parole socialmente accettabili per descriverle”, ha scritto su Facebook la moglie di Patrick, Priscella, che si era contagiata insieme a lui per poi guarire rapidamente.

Gesti come questo non fanno che alzare la tensione in una regione, quella di Cobb, dove è stato registrato il terzo dato più alto per quanto riguarda i contagi in tutto lo stato della Georgia: 58.973 casi, con tre insegnanti che negli ultimi giorni che hanno perso la vita. L’impennata di casi aveva costretto i vertici scolastici a virare sulla didattica a distanza, ma dopo le vacanze natalizie le classi erano tornate in presenza, nella preoccupazione generale di studenti e insegnanti. I dispositivi individuali sono comunque obbligatori nelle scuole, dove il distanziamento sociale è difficile da mantenere.

Nel ricordo commosso di Susko c’è spazio anche per la rabbia verso un gesto già presagito: “Non mi aspettavo che lo facessero, ma lo speravo, perché una persona è morta, è un fatto grave”. Contattati dal The Post, i due che si sono rifiutati di indossare la mascherina – Ragsdale e David Banks, un altro membro del board – non hanno voluto rispondere. In una nota i dirigenti si sono però appellati alla facoltà di non indossare i dispositivi nel caso in cui le distanze fossero rispettate. “E come si può vedere, gli spazi nella stanza sono stati ampliati apposta per permettere il distanziamento sociale”, ha scritto in una nota il portavoce Nan Kiel.

A ferire i familiari e gli amici di Patrick, però, è stata la “totale mancanza di gentilezza ed empatia”. Qualità che invece caratterizzavano l’insegnante, che avrebbe voluto essere ricordato con un gesto in grado di salvare, se non la sua, almeno le vite degli altri.

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Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.