Quello di Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, è un messaggio di fiducia. “Assoluta fiducia”, per come la regione sta gestendo l’emergenza coronavirus. Nel suo ormai consueto video messaggio diffuso sul suo canale social e su quello della Regione Campania, il governatore ha mantenuto il punto sulle restrizioni che devono essere ancora rigidamente rispettate ma ha anche osservato un cauto ottimismo. “L’epidemia – ha detto De Luca – sta rallentando al nord. Non il numero dei morti. Crescono i contagi al sud, com’era prevedibile. La Campania ha registrato una presenza di soggetti più giovani rispetto a media nazionale. Un dato – ha spiegato – dovuto forse all’ondata di rientri avuti dal nord di due settimane fa”. De Luca ha previsto il picco dei contagi tra fine aprile e inizio maggio. E ha precisato che in Campania non ci saranno “situazioni come quelle di Brescia, Bergamo, Piacenza, Cremona”, le zone più colpite dall’epidemia in Italia.

IL PIANO – “Domani presenteremo – ha annunciato il governatore – questo piano della Regione economico-sociale: almeno 500 milioni di euro di risorse economiche e finanziare. Interventi di politiche sociali, aiuto alle fasce deboli della popolazione, alle aree con insediamenti di immigrati (come Castelvolturno e Piana del Sele) e alla tutela delle donne. Interventi per i settori economici e per le aziende che hanno subito danni pesanti, perdite pesanti, di tutti i tipi. Ampliamento degli interventi per quanto riguarda la casa e i fitti. Contributi alloggiativi. Misure per credito agevolato alle imprese, credito a tasso zero”. Una manovra “imponente” ha detto De Luca per la quale si è tentato di evitare sovrapposizioni con gli interventi dello Stato e dei Comuni. Ha evitato di entrare nella querelle tra stato e regioni, rimandando il tutto alla fine della crisi.

IL CONTAGIO – De Luca ha annunciato che il picco è previsto tra fine aprile e inizio maggio. “Abbiamo registrato rilassamenti intollerabili. Ho dovuto chiedere invio di altre 300 unità forze armate per la Campania a sostegno delle forze polizia per il controllo del territorio. Abbiamo troppe realtà nelle aree metropolitane della regione dove c’è una disinvoltura che fa paura”. Altro aspetto “vergognoso” sottolineato dal governatore è quello delle case famiglia per anziani, “centri dequalificati” dove avvengono “trattamenti disumani”. Il governatore è anche tornato sulla querelle con il ministero dell’Interno e sulle “passeggiate dei bambini con i genitori”. Per il presidente della Campania le restrizioni restano in vigore.

LA FRAGILITA’ – De Luca ha ragionato sulla “fragilità” dell’Italia. Soprattutto da un punto di vista delle fonti energetiche. Il Paese dipende dall’estero per il 76% del suo fabbisogno energetico e qualora la crisi avesse colpito quel settore, ha detto il governatore, sarebbe stata ancora più drammatica. Se non altro, questa emergenza, ha però fatto scoprire degli aspetti positivi: “E’ cambiata la gerarchia dei valori. Conta meno la corsa al successo. Cominciamo ad apprezzare le cose semplici, antiche, quelle che hanno reso più poveri ma forse più felici i nostri padri e le nostre madri. E forse impariamo a essere un popolo maturo  anche quando parliamo di politica”.

LE STRUTTURE – De Luca ha riferito di aver chiesto al prefetto un’intensificazione delle forze nei comuni di Sant’Anastasia, Torre del Greco, Casoria, Afragola – “Non possiamo permetterci di far nascere nuovi focolai” – e ha illustrato le terapie intensive avviate ad Avellino, a Salerno, al Loreto Mare completamente convertito al Covid, e il prossimo centro che sarà aperto a Bosco Tre Case oltre a un centro modulare. “In altre parti d’Italia hanno fatto ospedali in 15 giorni, noi li faremo in 10 senza fare ammuina“. Il governatore ha anche ribadito l’impossibilità di compiere i tamponi su tutta la popolazione – anche per la mancanza degli stessi – e di evitare le cerimonie religiose nel periodo pasquale. E a ricordato il servizio di Sky News dedicato all’eccellenza dell’Ospedale Cotugno: “Abbiamo dovuto sapere da un giornale americano che abbiamo a Napoli l’eccellenza nella cura del coronavirus. Primo al mondo per organizzazione e per efficienza lavorativa. Non ce lo dimentichiamo, abbiamo anche queste realtà, e probabilmente uno dei pochi farmaci che hanno prodotto terapie utile a risolvere casi complessi di contagio (il Tocilizumab, sperimentato al Pascale, ndr).