Da un lato lo scontro col Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, dopo la rivelazione del sociologo in orbita pentastellati Domenico De Masi di una presunta telefonata in cui il premier Mario Draghi avrebbe chiesto al garante 5S Beppe Grillo la ‘testa’ del leader pentastellato; dall’altro la Lega di Matteo Salvini che evoca il rischio di una caduta per il governo a causa di ius scholae e legalizzazione della cannabis domestica.

L’esecutivo di Mario Draghi affronta ore complicatissime ed è sempre più complicato per il premier tenere in piedi la maggioranza. Dopo la questione Conte, l’ultima affondo arriva dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, che si scaglia a muso duro contro lo ius scholae.

Incredibile, vergognoso e irrispettoso per gli italiani. In un momento di crisi drammatica come questo, la sinistra mette in difficoltà maggioranza e governo insistendo su cittadinanza agli immigrati e cannabis anziché occuparsi di lavoro, tasse e stipendi“, ha scritto Salvini sui social.

A rincarare la dose è una nota ufficiale del Carroccio, che accusa la sinistra di “insistere su temi divisivi e che nulla c’entrano con le emergenze degli italiani si rende responsabile di un gravissimo attacco alla maggioranza e quindi al governo”.

Anche per questo il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari ha convocato una riunione urgente dei deputati, dove è prevista la partecipazione dello stesso Salvini.

Dello stesso avviso anche Giorgia Meloni. La presidente di Fratelli d’Italia su Facebook ha sottolineato come il suo partito abbia chiesto di “cancellare dal calendario dei lavori della Camera” la discussione delle proposte di legge che la Meloni ha ribattezzato “cittadinanza facile agli immigrati” e sulla “liberalizzazione della droga“.

Per la leader di FdI si tratta di “provvedimenti ideologici e fuori dal mondo, portati avanti da una sinistra Pd-Cinquestelle ormai lontana anni luce dal mondo reale e dai problemi concreti dei cittadini. La volontà della maggioranza Draghi di impegnare il Parlamento su questi temi è un’offesa agli italiani alle prese con una crisi economica senza precedenti, alle imprese in ginocchio e alle famiglie strette nella morsa del caro vita“.

Cos’è lo ius scholae

Lo ius scholae, disegno di legge approdato oggi alla Camera per la sua discussione, intende concedere la cittadinanza a bambini figli di extracomunitari che abbiano frequentato almeno un ciclo scolastico in Italia, senza che debbano aspettare il compimento dei 18 anni. Il testo è stato presentato dal deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Brescia.

Lo ius scholae prevede che possa fare richiesta per la cittadinanza chi sia arrivato in Italia prima di aver compiuto 12 anni e porti a termine un percorso scolastico di cinque anni.

Al momento in Italia è in vigore invece lo ius sanguinis, introdotto con una legge del 1992, il quale prevede che un figlio è italiano solo se lo è almeno uno dei due genitori. Se un bambino nasce in Italia e cresce sempre in Italia, può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e solo se fino a quel momento abbia risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente”.

La proposta di legge dello ius soli fu invece presentata nel 2015 e bocciata in Senato. Nessun riferimento nello ius scholae alla legge che conferirebbe la cittadinanza per esser nati sul territorio italiano, a prescindere dalla cittadinanza dei genitori.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.