Il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America non ha perso un istante e subito dopo la cerimonia di insediamento subito si è seduto alla scrivania e si è messo a lavoro. In un paio d’ore ha già firmato 17 provvedimenti, segno che è deciso a dare una svolta dopo l’era Trump e di farlo subito. Il primo ordine firmato è significativo: l’obbligo di portare la mascherina nelle aree di giurisdizione federale, dai palazzi governativi ai mezzi di trasporto.

Poi abolisce il bando per i viaggiatori provenienti da diversi Paesi musulmani, la misura di esordio di Trump nel gennaio 2017 che suscitò immediate proteste, a cui ha aggiunto il rientro nell’Accordo di Parigi per il contrasto al “climate change” e il ritorno nell’Organizzazione mondiale della sanità. Tutte misure che hanno caratterizzato l’era Trump e che con un colpo di penna trovano la loro fine.

Biden, come promesso, punta particolare attenzione alle questioni dell’ambiente. La decisione di bloccare la costruzione dell’oleodotto Keystone Xl che deve collegare il Canada al Golfo del Messico crea un p’rimo incidente diplomatico: e subito scatta la reazione dura del premier canadese Trudeau.

Sull’immigrazione Biden torna a lavorare nel solco tracciato da Obama. Dopo l’eliminazione del Muslim Ban passa a rafforzare la difesa contro le espulsioni di quegli immigrati clandestini che arrivarono negli Stati Uniti da bambini, i cosiddetti Dreamers (“sognatori”) che già Barack Obama aveva deciso di proteggere. Così il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti (Dhs) ha sospeso le espulsioni dei migranti per 100 giorni. La decisione è stata presa “per garantire un sistema di controllo dell’immigrazione equo ed efficace incentrato sulla protezione della sicurezza nazionale, della sicurezza delle frontiere e della sicurezza pubblica”, secondo un comunicato stampa del Dhs. La moratoria, che Biden si era impegnato a imporre durante la sua campagna elettorale, inizierà da domani.

Ci sono due provvedimenti che invece riguardano emergenze sociali legate alla crisi economica da lockdown: si proroga la moratoria sia sugli sfratti, sia sui pagamenti d’interessi per i prestiti agli studenti.

Il Senato Usa ha confermato la nomina di Avril Haines come direttrice della National Intelligence.Si tratta del primo membro del Gabinetto di Joe Biden a essere confermato. Haines diventa la prima donna a ricoprire l’incarico. La nomina è stata approvata per 84 voti contro 10. In un’audizione tenutasi martedì davanti alla commissione Intelligence del Senato, Haines aveva annunciato che la Cina sarà un focus importante dell’amministrazione Biden.

Redazione