Due mesi fa la città di Wuhan entrava in quarantena a causa dell’epidemia da coronavirus. Era il 23 gennaio. E da oggi, 24 marzo, la provincia dell’Hubei rimuove i limiti agli spostamenti imposti per contenere la diffusione del contagio. Lo ha fatto sapere in una nota il Comitato locale di prevenzione e controllo. La comunicazione è indirizzata ai residenti possessori del ‘codice verde’, ovvero senza rischi di contagio. Anche la città di Wuhan, il focolaio della pandemia dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) di livello globale, comincia a vedere una luce in fondo al tunnel: le restrizioni cominceranno a cadere dall’8 aprile; nonostante un nuovo caso di positività al virus che viene registrato proprio nella città dopo cinque giorni senza casi interni.

L’Oms ha dichiarato che tutto il mondo dovrebbe adottare le tecniche prese dalla Cina contro il Covid-19. I primi casi di polmonite sospette vennero accertati da fine novembre e inizio dicembre e molti pazienti sembravano in qualche modo relazionati al ‘wet market’ di Wuhan. Dal 23 gennaio la città è stata messa in quarantena. Vietati i trasporti pubblici e, da un certo punto, vietato uscire di casa. Nella provincia dello Hubei si portò avanti un isolamento molto più aggressivo rispetto a quello messo in atto nel resto della Cina. La temperatura veniva comunque in tutto il paese misurata in ogni luogo: dai mezzi di trasporto agli uffici pubblici.

In Cina sono state messe su delle cliniche speciali chiamate “cliniche della febbre” dove fare il tampone o delle TAC per verificare lo stato dei polmoni. A Wuhan sono stati costruiti due ospedali in pochi giorni e altre strutture, allestite appositamente, sono state destinate ad accogliere gli infetti meno gravi mentre si è fatto un massiccio ricorso alla telemedicina.

Lo scorso 10 marzo il presidente cinese Xi Jinping ha visitato per la prima volta Wuhan dall’inizio dell’epidemia mentre molti ospedali cominciavano a tornare a normali ritmi di lavoro.

Il totale dei contagiati in Cina, secondo i dati della Johns Hopkins University, è superiore agli 81mila, quasi 68mila nello Hubei dove sono morte oltre tremila persone. Dopo cinque giorni senza nuovi contagi interni si verifica un nuovo caso di contagio, proprio a Wuhan. Le autorità martedì hanno segnalato 78 nuovi contagi, 74 dei quali provenienti dall’estero. La maggior parte dei casi adesso proviene dall’estero, secondo quanto riferito dalla Commissione sanitaria nazionale.