Il bello, in questo caso il brutto, della diretta. Si può riassumere così il clamoroso strafalcione andato in onda nel pomeriggio di giovedì al Tg2, che a pochi secondi dalla chiusura del voto al Senato sul caso Salvini-Open Arms ha annunciato il “colpo di scena”, con l’autorizzazione respinta nei confronti dell’ex ministro dell’Interno.

Peccato che, come è noto, le cose non siano andate così. Nel collegamento dalla sala dei Postergali Maria Antonietta Spadorcia, cronista politica con anni di esperienza, ha preso la parola in un collegamento particolarmente agitato: “È proprio di ora il risultato, non è passata l’autorizzazione a procedere… Sembrava un voto scontato – prosegue il collegamento  – visto anche il sì di Italia Viva. E invece no, ci sono stati 141 voti favorevoli ma 149 no. Quindi Salvini non andrà a processo. Questo è davvero un colpo di scena perché tutta la maggioranza era compatta per dire che non c’era interesse generale”.

L’informazione era stata poi rettificata dallo stesso Tg2 verso la fine della stessa edizione, quando da studio si era reso noto come in realtà era passata l’autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega.

C’è chi non ha mancato di ricordare i precedenti del Tg2, il telegiornale più vicino alle istanze di Lega e Fratelli d’Italia con la direzione di Gennaro Sangiuliano. Più volte la sua direzione era finita nel mirino di Michele Anzaldi, componente renziano della Vigilanza Rai, paradossalmente sempre per servizi della Spadorcia: dall’intervista a Salvini dopo le Europee al 34%, definito “risultato record” e “mai raggiunto nemmeno nell’84 dal Partito Comunista”, dimenticandosi il 40% del PD renziano del 2014, all’intervista a Giorgia Meloni sul Carabiniere Cerciello e la foto dell’americano bendato, fino al servizio su Salvini col mitra in mano ancora una volta con toni propagandistici e per questo ‘censurato’ dall’AgCom.