Per la prima volta una donna alla guida dell’Università La Sapienza: Antonella Polimeni, attuale preside della Facoltà di Medicina e odontoiatria è la nuova Rettrice della più grande università europea. La nuova rettrice è stata eletta ieri dalla comunità accademica alla prima tornata elettorale, ottenendo la maggioranza assoluta, pari a 2.529,74 voti su 4.170,32 voti totali, raggiungendo la percentuale del 60,7%. Polimeni, ordinaria nel settore scientifico disciplinare delle Malattie odontostomatologiche, sarà la rettrice della Sapienza per il sessennio 2020-2026. Succede a Eugenio Gaudio, che ha guidato la Sapienza dal 2014 al 2020.

Gli altri candidati alla carica erano Federico Masini, sinologo della Facoltà di Lettere, che ha ottenuto 765,46 voti e Vincenzo Nesi, matematico della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, che ha ottenuto 734,26 voti. Le schede bianche hanno pesato per 140,86 voti. La partecipazione al voto, che per la prima volta si è svolto online, è stata molto elevata: hanno votato complessivamente il 74,5% degli aventi diritto. Lo scrutinio pubblico, che si è tenuto nel pomeriggio di ieri, è stato diffuso in streaming. I risultati elettorali ottenuti dai singoli candidati, una volta certificati dalla Commissione elettorale centrale, saranno pubblicati sulla pagina Elezioni del Rettore a cura dell’Ufficio Elettorale, seguirà poi il decreto del decano del corpo accademico, Alfredo Gaito. Antonella Polimeni è la prima donna a ricoprire la massima carica accademica alla Sapienza.

«Personalmente – scrive la neo rettrice in un passaggio del suo programma elettorale – sono animata dal desiderio di apprendere più che di informare, dalla voglia di sperimentare accettando il rischio di sbagliare, con il desiderio di correggersi e, soprattutto, con la convinzione che le decisioni necessarie non possono avere futuro se non sono il frutto di un lavoro comune. Nel mio percorso accademico e professionale ho sempre privilegiato l’ascolto attivo, il dialogo con tutti/e, senza distinzioni: docenti, personale, studenti.

Gli strumenti sono le deleghe basate sulla competenza e non sulla fascia di docenza di appartenenza, il lavoro di rete, l’impegno a ricercare le istanze di sintesi e di integrazione tra le diverse sensibilità. La Sapienza crescerà ulteriormente se saprà percepire la ricchezza del suo pluralismo e, se posso dire, della sua biodiversità, grazie alla forza della sua unitarietà, del rispetto delle specificità e delle autonomie. Ed è per questo che, se lo vorrete, mi rendo disponibile a lavorare insieme a tutte e tutti voi nei prossimi sei anni, con fiducia nel cambiamento e nessun timore del futuro».