Appartenevano alla cosiddetta “Setta dei Nuovi Cristiani”, le donne arrestate, al momento in carcere, per aver imposto delle punizioni e penitenze a due ragazzini. Il caso è esploso in Alto Adige. In valle Aurina. Le donne, madri, sorelle, originarie della Val Venosta dove probabilmente erano entrate in contatto con il “credo”, non permettevano ai due ragazzini di guardare la tv, ascoltare la musica e neanche di guardare il cellulare degli amici. Le punizioni: ore di penitenza in ginocchio a pregare, divieto di uscire e di andare a scuola. I Carabinieri hanno messo fine alle umiliazioni cui erano sottoposte i giovanissimi.

La setta dei “Nuovi Cristiani” viene definito come un movimento ultra-conservatore. È nato alla fine degli anni ’70, fondato da Nikolaus Andres Schneider, ex guardia svizzera. Schneider viene chiamato il “vescovo di spada”, sostiene di avere rapporti diretti con Dio, ha dato vita a una vera e propria chiesa con monaci e suore. Questi vivono in quelli che sono una sorta di conventi nei quali si segue uno stile di vita improntato alla povertà. La chiesa fondata da Schneider ha ragliato da tempo ogni rapporto con la Chiesa di Roma.

La sede dei “Nuovi Crisitani” si trova a Rehetobel, in Svizzera. Il movimento punta ai bambini, a evangelizzare soprattutto i giovanissimi più che gli adulti. “A 20 anni i ragazzi sono già sessualmente corrotti”, scrive sul sito Schneider. E quindi per allontanarli dalla corruzione i giovanissimi vengono allontanati dalla società e dai loro coetanei. Il caso esploso in valle Aurina ha portato all’arresto in carcere delle due donne e di altre tre persone compresa quella che viene definita come la sacerdotessa.

Quest’ultima sarebbe considerata come una sorta di badessa, che avrebbe trasformato la sua casa in una specie di santuario con tanto di altare per la messa. Le due madri avevano probabilmente, secondo quanto ricostruito da Il Corriere della Sera, lasciato la valle in quanto il loro fanatismo stava attirando troppe attenzioni, stava diventando in qualche modo sospetto. E si erano quindi stabilite dall’altra parte della provincia. Le indagini e le operazioni che hanno portato agli arresti sono state portate avanti dai militari che stanno continuando a raccogliere informazioni sul caso.

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