L’oste di Casaletto Lodigiano Mario Cattaneo, che il 10 marzo 2017 sparò e uccise Petre Ungureanu, che con tre complici si era introdotto nel suo locale per rubare, è stato assolto in primo grado dal tribunale di Lodi dall’accusa di eccesso colposo di legittima difesa. Il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro e il sostituto Emma Vittorio avevano chiesto nei suoi confronti la condanna a tre anni di reclusione. Cattaneo, dopo la pronuncia dell’assoluzione, è rimasto per diversi minuti seduto sulla sua sedia. Il 70enne sparò al 32enne romeno che con tre complici stava rubando sigarette e denaro nella sua osteria.

Il caso era stato cavalcato dalla Lega, che pochi giorni dopo la rapina conclusa nel sangue aveva organizzato un corteo aperto da 22 sindaci con le fasce tricolore in segno di solidarietà al ristoratore, alla presenza anche del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli e dello storico leader del Carroccio Umberto Bossi.

SALVINI ALL’ATTACCO – “Grazie alla nuova legge sulla legittima difesa voluta dalla Lega il ristoratore Mario Cattaneo, per cui erano stati chiesti tre anni di carcere per aver ucciso un rapinatore nel suo locale, è stato assolto”, ha commentato il segretario della Lega Matteo Salvini.

Dopo la richiesta di condanna nei confronti di Cattaneo Salvini era invece partito all’attacco. “Siamo alla follia”, aveva ribadito il leader del Carroccio durante una diretta Facebook, “tre anni di galera per un ristoratore che ha difeso la sua famiglia dall’assalto dei rapinatori. La difesa è sempre legittima”.

“Mario ha fatto quello che avrei fatto io, quello che avrebbe fatto chiunque di voi. Avrebbe esagerato perchè ha sfondato la porta che lo separava dai ladri”, sostiene Salvini citando l’arringa dell’accusa “ma con la vita dei bimbi non si scherza”, ha affermato il leader della Lega. “E’ una pseudogiustizia che sta con i delinquenti e non con le persone per bene. La nuova legge eviterà in futuro molti di questi problemi, il Parlamento può approvare le leggi ma poi ci sono uomini e donne che devono applicarle queste leggi, non interpretarle. Fermiamoci un attimo perchè al posto di Mario potrebbe esserci chiunque. Questa non è giustizia, non è amministrazione della giustizia”, conclude Salvini.