Un’area grande quanto l’Irlanda è stata trasformata in paesaggi infernali, dove le fiamme hanno distrutto tutto, rendendo l’aria irrespirabile e uccidente quasi 500 milioni tra uccelli, rettili e mammiferi.

La scia di incendi che ha messo in ginocchio l’Australia è senza eguali. La foto è una ricostruzione in 3D e  rende l’idea di come sarebbe l’Australi in questo momento vista dall’alto. Il governo, aspramente criticato per la sua reazione mite, ha impegnato due miliardi di dollari australiani, pari a un miliardo e 250 milioni di euro, in due anni per sostenere le comunità colpite a riprendersi dalla catastrofe.

Ma l’emergenza non è destinata a placarsi: secondo le autorità locali andrà avanti per settimane o addirittura mesi. Il premier Scott Morrison, criticato per la sua lenta risposta all’emergenza, ha impegnato 1,4 miliardi di dollari di denaro dei contribuenti per un fondo nazionale di ricostruzione. “E’ una lunga strada da percorrere e saremo con queste comunità in ogni fase del processo di ricostruzione”, ha dichiarato Morrison.

STRAGE DI ANIMALI – Gli esperti dell’Università di Sydney stimano che ne siano morti quasi 500 milioni, tra uccelli, rettili e mammiferi. LE strade si sono trasformate in un vero e proprio cimitero con carcasse di koala e canguri, animali simbolo del Paese.

25 VITTIME –  La polizia del New South Wales ha confermato oggi la morte di un uomo di 71 anni. Si tratta della 25esima vittima di questa devastante stagione degli incendi, iniziata a settembre, nella quale sono già andate distrutte oltre duemila abitazioni. L’uomo era stato avvistato l’ultima volta il 31 dicembre. Il suo corpo è stato ritrovato a Nerrigundah, nell’Eurobodalla Shire. Nonostante la pioggia, gli incendi attivi nel New South Wales rimangono oltre 140, tutti al livello di allerta più basso. Nello stato di Victoria, i focolai sono 39, nessuno dei quali a livello di emergenza. La pioggia ha però consentito un po’ di sollievo ai vigili del fuoco e a quanti sono impegnati nella battaglia contro le fiamme e ha permesso ai soccorritori di portare gli aiuti anche alle comunità più isolate. Nella città costiera di Mallacoota, rimangono in attesa di evacuazione circa 300 persone, dopo che il fumo ha costretto gli aerei di soccorso a rimanere a terra. A Canberra, uffici pubblici, musei, parchi, attività commerciali e università rimangono chiusi e le autorità hanno chiesto alla popolazione di rimanere in casa, a causa dell’aria resa irrespirabile dal fumo.

I SOCCORSI – Un video realizzato dalla Royal Australian Air Force mostra le condizioni proibitive nelle quali sono costretti a operare i piloti impegnati nei soccorsi alle aree devastate dagli incendi. “Il nostro personale è altamente addestrato e professionale, ma non sempre si resce a completare la missione al primo tentativo”, scrivono su Twitter. Nonostante nelle ultime ore l’arrivo della pioggia abbia concesso un po’ di sollievo, il livello di emergenza per i roghi resta altissimo e il bilancio pesantissimo.

LE PREVISIONI – Gli incendi che stanno distruggendo i due Stati australiani del Nuovo Galles del Sud e del Victoria sono per ora tenuti a bada dalla pioggia che cade su entrambi gli Stati. Ma c’è poco da rallegrarsi perché il servizio meteorologico nazionale ha allertato che da giovedì le temperature ricominceranno ad alzarsi e gli incendi potrebbero divampare nuovamente. Due giorni fa il caldo ha raggiunto i 49°.

Il fumo degli incendi boschivi intanto si è spostato per migliaia di chilometri attraverso il Mare di Tasmania, colorando di arancione il cielo sopra Auckland, a duemila chilometri da Sydney (Nuovo Galles del Sud). Stamattina 10 km separavano un incendio nel Victoria’s Corryong e altri due nel Kosciuszko National Park nel Nuovo Galles del Sud. Il timore è che i tre si sincontrino per creare un gigantesco rogo. “Questa è una situazione mutevole e dinamica”, hanno detto i ricercatori, avvertendo che era “inevitabile” che gli incendi si sarebbero uniti oltre il confine.

L’aria di Canberra è stata recentemente qualificata come la peggiore del mondo. Il premier non sta facendo una bella figura e rischia la poltrona. A cominciare da quando se n’è andato in vacanza alle Hawaii, proprio mentr eil suo Paese stava affrontando quella che in molti hanno definito “un’apocalisse”.