E’ stato trovato in fin di vita in una intercapedine adibita al trasporto di materiale edile all’interno del cantiere della metro Tribunale (Linea 1) di Napoli, in via Aulisio nel quartiere Poggioreale. Soccorso dai colleghi prima e poi da sanitari del 118, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli dove è deceduto poco dopo in seguito alle gravi ferite riportate. Luigi Manfuso, operaio di 59 anni originario del comune partenopeo di Gragnano e dipendente di una ditta che si stava occupando dei lavori, è l’ennesima morte bianca. L’ennesimo lavoratore che non torna a casa dai propri cari. Lascia la moglie e due figli.

L’incidente, sul quale sono in corso le indagini della polizia, coordinate dalla Procura di Napoli, è avvenuto nel primo pomeriggio di martedì 7 settembre. La notizia del decesso di Manfuso è stata diffusa solo nella mattinata di oggi, mercoledì 8 settembre, dai sindacati di categoria. Ancora da chiarire la dinamica dell’incidente costato la vita al 59enne operaio. Potrebbe essere deceduto in seguito alle gravi ferite riportate dopo essere caduto nell’intercapedine: questa l’ipotesi principale battuta dagli investigatori. Sarà ora l’autopsia, disposta dal pm di turno, a chiarire le cause del decesso. Una parte del cantiere dove è avvenuta la tragedia è stata posta sotto sequestro per espletare gli accertamenti.

“Un nuovo incidente mortale è avvenuto nel cantiere della linea 1 della Metropolitana, nel tratto compreso tra il Centro Direzionale e Capodichino. A morire di lavoro, Luigi Manfuso, 59 anni, di Gragnano e residente a Casola, dipendente della società Icm per conto di Metropolitana di Napoli. Luigi lascia due figli e la moglie” commenta il segretario generale della Fillea Cgil di Napoli, Giovanni Passaro, che aggiunge: “Non possiamo chiamarle disgrazie, è urgente rimettere mano alla legislazione nazionale sul lavoro, introducendo il reato di ‘omicidio colposo e riaprire una stagione contrattuale che recuperi un maggiore potere di controllo e contrattazione sull’organizzazione nei luoghi di lavoro”.

Grande tifoso del Gragnano, Manfuso viene ricordato in queste ore da numerosissimi messaggi sui social di amici, colleghi e conoscenti. “Stamattina non ti ho visto passare e poi ho avuto questa triste notizia” commenta sui social un amico del 59enne che ricorda anche la sua fede bialloblu. L’Amministrazione comunale di Napoli partecipa “commossa al dolore della famiglia, degli amici e dei colleghi di lavoro di Luigi Manfuso, morto mentre era sul posto di lavoro in un cantiere della Metropolitana”. “Manfuso, operaio di Gragnano che lascia moglie e due figli, è l’ennesima vittima di una morte ingiusta ed assurda, in una giornata che – si legge in una nota – registra un altro tragico incidente sul lavoro in Toscana, e che ripropone l’assoluta urgenza di una legislazione sul lavoro sempre più incentrata sulla tutela e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro”.

Solo oggi, 8 settembre, in Italia sono tre le persone che hanno perso la vita sul lavoro. Oltre a Manfuso, si registrano due vittime in Toscana. In Versilia questa mattina un uomo di 54 anni, Andrea Bascherini, è morto all’interno di una azienda lapidea di Pietrasanta (Lucca), dopo essere rimasto schiacciato fra due lastre di marmo. L’incidente è avvenuto nella ditta 2P Trading, sulla via Aurelia, dove sono dislocate molte aziende del distretto lapideo di Pietrasanta, una delle capitali della lavorazione del marmo del distretto apuo-versiliese. Sul posto, oltre ai mezzi di soccorso e alle forze dell’ordine, sono intervenuti gli operatori della Prevenzione Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl. La seconda vittima, in provincia di Arezzo in un’azienda agricola di Castiglion Fiorentino. Giuseppe Zizzo, 73 anni, è caduto da un albero da un’altezza di circa sei metri. Sul posto sono arrivati i soccorsi con un’auto medica ed un’ambulanza. I sanitari hanno effettuato tutte le operazioni per rianimare l’uomo, che al loro arrivo era incosciente probabilmente in arresto cardiocircolatorio. L’uomo non ha risposto alle manovre dei sanitari ed è deceduto. Sul posto i carabinieri e la polizia municipale che in considerazione della dinamica e del luogo dell’incidente hanno richiesto l’intervento del PISL, ipotizzando che l’accaduto si configuri come incidente sul lavoro.

Dal 1 gennaio ad oggi sono 43 i morti sul lavoro in Campania. A tenere il drammatico conteggio è la Fillea Cgil Campania. A Napoli, dall’inizio dell’anno, sono state 14 le vittime sul lavoro, segue Caserta (11), Salerno (10), Avellino (7) e Benevento (1). Tra i settori più colpiti l’edilizia con 14 decessi, seguito dall’agricoltura (14).

Il bilancio nazionale: 538 vittime, 3 al giorno

Nei primi sei mesi di quest’anno l’Inail ha registrato 538 vittime, 3 al giorno, e poco conta che siano 32 in meno rispetto al 2020, anno anomalo condizionato dal Covid, in cui alla fine si sono contate 1.538 vittime.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.