In 25mila hanno sfidato freddo e pioggia e si sono presentati in piazza Duomo a Milano per partecipare alla mobilitazione delle Sardine. Tra il mare di ombrelli, tanti giovani e giovanissimi, che hanno portato in piazza anche i loro genitori e nonni. Tra loro anche Roberto Saviano che ha preso la parola dal palco per salutare una piazza che ha definito “bellissima” come “laboratorio politico” dell’Italia del futuro.

Inizialmente le Sardine “del Naviglio” avrebbero dovuto “nuotare” nella più piccola piazza del Mercanti, ma i tanti messaggi di adesione – circa 10 mila – arrivati sulla pagina Facebook del movimento hanno spinto gli organizzatori, a mezz’ora dall’inizio della mobilitazione, a spostare il tutto nella più ampia piazza Duomo, che si è riempita di ombrelli, cartelli con sardine stilizzate e colorate e striscioni.

Tanti anche gli slogan, primo tra tutti quello di “Milano non si lega”, che è stato scandito a più riprese in opposizione al segretario del Carroccio Matteo Salvini. Dal palco, invece, gli organizzatori e un coro hanno intonato diverse melodie: si è andati da “Com’è profondo il mare” del cantautore bolognese Lucio Dalla, “Mamì” del milanese Giorgio Streheler, passando per “Volare” di Domenico Modugno. Spazio anche alla canzone della Resistenza “Bella Ciao” e all’Inno di Mameli.

Un gruppo di attori ha letto i primi 13 articoli della Costituzione e poi ha preso la parola Roberto Saviano, che ha ricordato come la piazza delle Sardine non deve essere “solo contro, ma sta andando verso la difesa dei diritti che sono prima di ogni cosa. Le Sardine impediscono l’erosione della democrazia”. “Questa piazza è bellissima – ha aggiunto il giornalista e scrittore – perché non c’è nessun leader, nessuna volontà di dire vaffa o di fare rottamazioni, ma questa è l’Italia che ha voglia di incontrarsi e ragionare”. “Salvini si sta preoccupando moltissimo, credeva di essere riuscito a scoraggiare l’opposizione con i numeri e inventando sui social balle che anche a sinistra non riuscivano a smentire, e ora si sta mettendo a paura”, ha precisato. “Bere un caffè con Salvini? Non credo che lui voglia e poi me lo avvelenerebbe”, ha proseguito ridendo Saviano che ha spiegato di non sentirsi il leader delle Sardine “e – ha concluso – non saprei neanche farlo”.

Neanche Mattia Santori, uno dei tre organizzatori della manifestazione bolognese che il 14 novembre ha dato il via al movimento delle Sardine, non vuole esserne identificato come il leader. “Il nostro pensiero non è manipolato – ha chiarito dal placo – Non c’è nessuno dietro di noi nonostante ogni giorno qualcuno cerchi di dividerci, ma noi in risposta saremo ancora di più nelle piazze”.

Poi ha lanciato un messaggio alla politica, con cui le Sardine sono pronte a dialogare, ma non con chi ha “disintegrato il tessuto sociale per una manciata di voti”. “Salvini ha promesso di venire molte volte nelle nostre piazze – ha aggiunto Santoni, reduce da un’altra manifestazione a Taranto – ma ovviamente non si è mai visto. Non dimentichiamo che ha disintegrato il tessuto sociale in Italia, non mi interessa incontrarlo, non facciamo dialogo con quella politica che ci ha fatto dire basta”.

Foto LaPresse – Matteo Corner
01/12/2019 Milano, Italia
Cronaca
Manifestazione sardine a passo Duomo in piazza Duomo