Ci sono giorni e occasioni, date in cui ci si dovrebbe liberare dal conformismo, dall’ipocrisia, dal timore, persino dal pudore. Lasciarsi andare al gesto, alla parola, a qualunque cosa sia liberatoria e ci tiri fuori dalle trincee che ci scaviamo intorno, sopra e oltre il nemico che ci immaginiamo di avere, o davvero abbiamo. E oggi è il giorno in cui Nicola Tanturli, dopo essere sparito per due giorni, fra i boschi del Mugello, è stato ritrovato. E sono passati solo pochi giorni da un altro salvifico ritrovamento, di Noah, bambino portoghese. Quasi due anni il bimbo di Campanara di Palazzuolo sul Senio; poco più di due anni il bimbo di Proenca -a- Velha.

Entrambi hanno passato due notti nei boschi. Entrambi hanno camminato per tre-quattro chilometri da casa. Il bosco se li è presi, il bosco li ha ridati alle famiglie: –i figli dei cani– li chiamavano un tempo, i bambini che si smarrivano, poi venivano trovati, tutti più o meno alla stessa distanza da casa. Bambini che poi, crescendo, parlavano tutti di un cane bianco che aveva fatto loro compagnia durante le notti all’aperto. Le scomparse avvenivano quasi sempre nelle zone rurali, e le culture contadine ci costruivano intorno storie che si trasformavano in leggende: per rassicurarsi, sentirsi figli, parte della natura, abbattere l’ombra che diventasse nemico.

I cani si diceva che fossero randagi, esseri a loro volta dispersi e in più abbandonati, messi ai margini. L’ultimo, il marginale, il bandito, si trasformava nell’eroe che capovolgeva il destino, si prendeva cura del bimbo, cambiava il finale e la tragedia diventava fiaba. Un popolo bambino, ingenuo, che non aveva paura dei gesti, delle parole, non nascondeva la propria umanità, che era sempre tale, nel bene e nel male, né mostri né santi, uomini e basta. Oggi è il giorno di Nicola e di Noah, è pure il giorno dei cani randagi, il giorno di tutti i bimbi che si sono persi nel mondo e non lo hanno avuto un cane bianco a fargli compagnia nelle notti all’addiaccio.

E' uno scrittore italiano, autore di Anime nere libro da cui è stato tratto l'omonimo film.