La gioia per il ritrovamento di Nicola Tanturli, il bimbo di 21 mesi tratto in salvo mercoledì mattina dopo esser scomparso da casa nella notte tra lunedì e martedì dalla sua abitazione Palazzuolo sul Senio (Firenze), sta lasciando spazio in queste ore ai tanti interrogativi su una vicenda che ha ancora troppi punti oscuri da chiarire.

Sul caso è aperto, come noto, un fascicolo di indagine gestito dal sostituto procuratore di Firenze Giulio Monferini, al momento senza indagati o ipotesi di reato. Le indagini affidate ai carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo dovranno stabilire nelle prossime ore e giorni i punti ancora non chiari di una vicenda che fortunatamente è terminata in un ‘happy ending’ per il piccolo Nicola e i suoi genitori Leonardo e Giuseppina.

IL PRECEDENTE DEL FRATELLO MAGGIORE – La novità più importante di queste ore riguarda una sorta di ‘precedente’ nella famiglia: l’anno scorso, come riferisce oggi il Corriere della Sera, il fratello di Nicola, di quattro anni, si allontanò da casa fino ad essere riaccompagnata nell’abitazione di campagna da un vicino. All’epoca dei fatti il bambino aveva tre anni: fu visto nella zona del costone da un vicino che lo riportò ai genitori, un allontanamento durato circa un’ora.

Una vicenda emersa durante l’inchiesta attualmente in corso e che all’epoca non era stata oggetto di indagini, con la Procura che sta compiendo approfondimenti per capire se vi sia un ‘legame’ con la scomparsa di Nicola.

GLI ALTRI PUNTI DA CHIARIRE – Leonardo Tanturli, padre del bambino, aveva ricostruito così le ultime ore prima che il suo piccolo sparisse nel nulla. “Ieri pomeriggio (lunedì, ndr) lo abbiamo messo a letto e ieri sera a mezzanotte quando siamo andati da lui non c’era più”, aveva spiegato in una intervista al Corriere della Sera. “Qui i bambini giocano in libertà, sono sempre fuori… Magari cercava noi che eravamo fuori e s’è perso”.

Leonardo e Giuseppina, la mamma del piccolo Nicola, hanno raccontato di averlo messo a letto intorno alle 19 e di essersi accorti solo a mezzanotte che il bambino non c’era più. Un buco di 5 ore in cui i genitori non si erano accorti della scomparsa del piccolo. Ma non è l’unico ‘buco’ nella vicenda: c’è quello più grande, le nove ore trascorse dalla scoperta della scomparsa alla denuncia, con l’inizio delle ricerche affidate alle autorità. Perché si è aspettato così tanto prima di dare l’allarme?

I genitori hanno raccontato di aver cercato il figlio con l’aiuto di alcuni amici prima di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. “È stato un errore, riconosco che abbiamo sbagliato. Certo, eravamo molto preoccupati, ma conosco bene la zona. Io e la mia compagna pensavamo di riuscire a trovarlo presto. Dopo alcune ore, visto che lo chiamavamo e non rispondeva abbiamo pensato che si fosse addormentato vicino a casa, così abbiamo pensato che all’alba si sarebbe svegliato e l’avremmo ritrovato. Purtroppo non è stato così, a quel punto abbiamo chiamato il 112”, ha raccontato oggi il padre al Corriere.

Altro punto da chiarire riguarda i sandali che il bambino indossava quando è stato preso in braccio dal luogotenente Danilo Ciccarelli, il comandante della stazione di Scarperia che si è calato nella scarpata per recuperare Nicola. È possibile che il bambino sia stato in grado di calzare le scarpe da solo e uscire dalla sua abitazione? Oppure è stato messo a letto dai genitori alle 19 con i sandali?

Quindi le tracce di sangue trovato dai carabinieri in corrispondenza della porta dell’abitazione dei coniugi Leonardo e Giuseppina: sarà importante capire se appartiene al bambino e capire il perché della loro presenza sulla porta di accesso alla casa. I genitori hanno spiegato che Nicola avrebbe avuto un piccolo incidente martedì scorso: l’ipotesi dunque, in attesa del riscontro sul Dna, è quel sangue sia stato ‘perso’ dal piccolo dopo essersi fatto male nel pomeriggio oppure mentre stava uscendo di casa.

Infine la distanza percorsa da Nicola. Il bambino è stato rinvenuto a circa 2,5 chilometri di distanza da casa, riuscendo a sopravvivere da solo per circa 30 ore, senza mangiare e senza bere: secondo il luogotenente Danilo Ciccarelli “l’erba non era schiacciata, la mia impressione è che lì non avesse passato la notte”. Una circostanza che sarebbe confermata anche dal passaggio in quella zona dei cani molecolari, che non aveva fiutato nulla.

LE CONDIZIONI DI NICOLA – Intanto il piccolo Nicola ha trascorso la prima notte al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Meyer. Il bambino, dopo 24 ore sotto osservazione, è stato dimesso dato che le sue condizioni di salute sono apparse immediatamente buone, avendo riscontrato solo dei graffi e un principio di disidratazione.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia