Politica
Lo stabilicum passa e la destra si salva da sola. 227 sì per la nuova legge elettorale. Ma c’è l’ombra della Consulta
Nessuna sorpresa dai franchi tiratori: la legge elettorale passa anche la prova del voto segreto, e il governo allontana l’ipotesi di elezioni anticipate. Lo stabilicum diventa legge con 227 sì (164 i contrari), senza subire alcuna modifica rispetto alla versione arrivata dal Senato e poi blindata tre volte dal voto di fiducia.
Legge elettorale, il voto segreto non tradisce Meloni
La giornata a Montecitorio era partita alle 10:30 con dichiarazioni di voto e il voto finale a scrutinio segreto. “La prima presidente del Consiglio donna ha cancellato la parità di genere, è arrivata lei e chi se ne frega delle altre”, aveva ammonito Elly Schlein, invitando le deputate del centrodestra a ribellarsi. E ancora: “Vi fanno votare la stessa norma affossata a luglio e la votate per paura del giudizio degli elettori: ma cosa è cambiato? La paura, ve la fanno votare con il ricatto”. “Meloni si ricorda di video davanti al benzinaio? La realtà sta presentando il conto. Fate qualcosa per gli italiani”. Angelo Bonelli aveva tirato in ballo un possibile stop della Corte Costituzionale: “Ci troviamo di fronte a questa legge elettorale incostituzionale. Meloni ha fatto questa legge dicendo a quel 50% che non rientrerà in Parlamento di votare sì garantendo la stabilità del governo fino a fine mandato, ma se la Consulta cambierà la legge la premier si accorderà con Vannacci”. Il riferimento è al premio di maggioranza del Senato e al relativo sistema di liste che lederebbe il principio dell’art. 57 (“Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale”), ma anche all’obbligo di fornire circa 400 mila firme a sostegno della candidatura se il partito non è rientrato in parlamento nella corrente legislatura, e sull’assenza di una previsione di almeno un 40% di donne come capilista. Poi il voto favorevole e il rumore della Camera. Tanti i cartelli mostrati in aula dal centrosinistra subito dopo l’esito positivo, molti dei quali dedicati proprio al caro carburanti: “Benzina a 3€, vergognatevi”, in riferimento al prezzo sfiorato dal diesel ieri a Milano. “Legge truffa”, “No all’imbroglio”, “Con Meloni – sanità + armi”, gli altri messaggi sventolati.
Le novità della legge elettorale
Alle prossime elezioni si andrà dunque alle urne con un proporzionale con premio di maggioranza (o di governabilità) di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (fino a un tetto di 220 deputati e 113 senatori), da attribuire alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei voti. Se la percentuale non verrà raggiunta da nessuno si procederà con un proporzionale puro. Le liste singole e le coalizioni, che dovranno indicare un candidato premier, saranno tenute a presentare un ‘listone‘ a livello circoscrizionale. Il sistema sarà misto con capilista bloccati e un massimo di tre preferenze dal secondo nome in poi da scegliere tra sei nomi dopo primo in lista. La soglia di sbarramento è al 10% per le coalizioni di liste e al 3% per le liste singole o coalizzate. Per i nuovi partiti che ad oggi non hanno una rappresentanza in Parlamento sarà più difficile presentarsi alle elezioni: serviranno 450mila sottoscrizioni per il totale dei collegi. Per favorire la partecipazione al voto verrà reso strutturale il voto ai fuorisede e consentito anche per i ‘caregiver‘, ossia per chi assiste una persona che ha bisogno di assistenza o cura in una Regione diversa da quella residenza.
© Riproduzione riservata






