Moltiplicare le potenzialità di calcolo al fine di migliorare terapie sanitarie o prestazioni tecnologiche. Sviluppare l’apporto dei robot integrati con l’intelligenza artificiale per velocizzare le operazioni meccaniche e liberare i lavoratori da pesanti attività manuali. Estendere le prestazioni dei robot in contesti estremi come quelli dei disastri naturali o delle missioni spaziali. Queste le tre aree strategiche che Leonardo, azienda globale ad alta tecnologia, tra le prime dieci società al mondo nell’aerospazio, difesa e sicurezza, svilupperà con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), centro di ricerca scientifica con sede principale a Genova e 11 centri distribuiti in tutta Italia.

Le applicazioni concrete di questa iniziativa sono numerose. A partire, per esempio, dall’ambito sanitario, fortemente sfidato negli ultimi mesi dalla crisi pandemica. A che cosa serve in questo caso il supercalcolo? «A partire dai parametri epidemiologici e sanitari – dati di laboratorio, cartelle cliniche o provenienti dai profili genetici dei pazienti – è possibile creare cluster di pazienti per classi omogenee per specifiche caratteristiche come ad esempio la risposta a un farmaco, l’incidenza di una patologia, la farmacoresistenza, le reazioni avverse», sottolineano da Leonardo. Le attività di calcolo consentono di comprendere «l’evoluzione epidemiologica di specifiche patologie, elemento essenziale in caso di epidemie o di presenza di sostanze nocive contaminanti. Inoltre, consentono di avere nel tempo una fotografia accurata dei bisogni sanitari sull’intero territorio nazionale, con la possibilità di una programmazione accurata degli interventi di sanità pubblica. Lo sviluppo di questi servizi permette, tra l’altro, la simulazione dell’interazione fra un farmaco e un determinato ente patogeno e migliora l’approccio terapeutico personalizzato».

Questo specifico programma – che consente di migliorare i tempi di cura del paziente e di programmare gli interventi sanitari – è realizzato grazie alla partnership tra Leonardo e l’azienda farmaceutica Dompé. La neonata infrastruttura, frutto dell’accordo, può contare sul cloud computing di Davinci-1, l’HPC di Leonardo, e la biblioteca molecolare Exscalate di Dompé. Bisogna ricordare che il Davinci-1 è tra i primi cento supercomputer al mondo, il terzo nel settore Difesa, dopo la Nasa e al Japan Aerospace Exploration Agency. Con una memoria di 20 milioni di gigabyte, la sua potenza di calcolo è pari a 5 milioni di miliardi di calcoli al secondo, mentre, per fare un paragone, un buon computer portatile è in grado di effettuare appena 3 miliardi di operazioni al secondo. Ovviamente, attività di supercalcolo così importanti possono essere applicate in diversi altri ambiti. Per esempio, spiegano dall’azienda, per le simulazioni avanzate in campo avionico: «Oggi i simulatori aerodinamici possono compiere test relativi alle pressioni durante il volo e aiutare a migliorare l’affidabilità dei velivoli. Una volta questi test si potevano fare solo con il velivolo, oggi possiamo svolgerli in modalità virtuale grazie al supercomputer».

L’altra grande area strategica dei laboratori congiunti con IIT è quella della robotica. «In futuro i robot, con il supporto dell’intelligenza artificiale, potranno aiutarci sempre più in ambienti industriali», sottolinea Alessandro Massa, responsabile dei Leonardo Labs, la rete di laboratori Leonardo dedicati alla ricerca sulle tecnologie di frontiera. «Grazie alle scansioni con ultrasuoni e infrarossi sarà possibile liberare gli uomini da pesanti processi manuali», aggiunge Massa. Lo stesso vale per la manutenzione dei velivoli che potrà essere gestita da remoto da un operatore abilitato ad intervenire su più mezzi contemporaneamente. L’ultima area strategica al centro della partnership tra Leonardo e l’IIT riguarda l’impiego di robot in contesti ostili, dove le possibilità di movimento sono difficoltose a causa di barriere, impedimenti o superfici impervie: per esempio, i luoghi colpiti da disastri naturali o gli avamposti sulla luna o nello spazio. Racconta Alessandro Massa: «Il centauro Nexus, progettato da IIT e in via di sviluppo con Leonardo, è un robot quadrupede dotato di due bracci capace di agire nelle situazioni più impervie tra cavità e cunicoli. Pensiamo al contributo che potrebbero offrire una squadra di droni e un team di robot in una situazione come il terremoto di Amatrice alla ricerca di segnali di vita e di fonti calore. Il centauro può svolgere diverse funzioni utili e ha elevate capacità di adattamento».

Al di là delle soluzioni pratiche, poi, l’uso di questi strumenti tecnologici ha altri evidenti valori aggiunti. Secondo gli studi, lo sviluppo della digitalizzazione dei processi industriali e delle tecnologie garantiranno risparmi fino all’80% del tempo nella fase di sviluppo mentre i consumi diminuiranno fino al 25%. «La robotica, l’intelligenza artificiale, il supercalcolo rendono efficienti i processi e velocizzano le operazioni. L’impatto sui costi e sui tempi è molto importante. C’è poi un risparmio di materiali di scarto che fa di queste tecnologie delle alleate della sostenibilità», spiega Massa. «Con il tempo – continua – le piattaforme che usano motori termici passeranno all’uso di sistemi misti a base di idrogeno. Ancora una volta l’impatto sull’aviazione civile sarà notevole perché i droni che voleranno a idrogeno produrranno zero emissioni nocive». Nel medio termine saranno inoltre elaborati nuovi algoritmi per il green computing, con l’adozione di un approccio ecosostenibile, mirato alla riduzione del consumo energetico e dell’impatto sull’ambiente dell’intero settore. Bisogna ricordare che l’obiettivo europeo è di avere entro il 2030 tutta l’industria di cloud e data center carbon neutral.

Un’altra conseguenza dell’uso di queste tecnologie sarà quella di liberare sempre di più i lavoratori da alcune mansioni manuali. Nel mondo del lavoro sono in molti a temere che il progresso tecnologico possa contribuire alla cancellazione dei posti di lavoro e aumentare i rischi di disoccupazione. Alessandro Massa getta acqua sul fuoco: «Lo scenario ideale del futuro è che l’uomo possa ridurre la fatica e dedicarsi sempre più alle sue passioni. La storia parla chiaro: abbiamo liberato gli uomini dalla schiavitù della catena produttiva e poi abbiamo creato nuovi posti di lavoro». Secondo il responsabile dei Leonardo Labs non bisogna avere timori: «La paura dei cambiamenti va gestita e guidata. È importante sollevare i lavoratori dai carichi ripetitivi e noiosi e spostarli ad altre mansioni: la verifica della qualità potrebbe diventare con il tempo un’attività più importante rispetto alla catena produttiva sempre più meccanizzata. Basti pensare al ruolo che svolgono gli ingegneri dei dati». Tecnologie avanzate e super calcolatori, dunque, al servizio dell’uomo.

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