Diritti, libertà e lavoro
Leoni, segretario Forza Italia Giovani: “Sul voto dei ragazzi il centrodestra deve reinventarsi. Anni di università occupate hanno plasmato gli studenti”
Simone Leoni, segretario di Forza Italia Giovani, analizza il voto e rilancia la sfida liberale tra i giovani
Leoni, che campagna è stata e che lettura dà dell’esito del referendum, soprattutto rispetto al voto giovanile?
«C’è rammarico. Era una battaglia in cui noi giovani berlusconiani abbiamo creduto molto: avremmo voluto dedicarla al presidente Berlusconi. Ma c’è anche la consapevolezza di aver dato tutto: comitati, mille gazebo, oltre cento iniziative nelle università, una chiusura di campagna referendaria con quasi mille ragazzi. Ai nostri militanti posso solo dire grazie».
Però non è bastato. Il voto dei giovani è stato decisivo?
«C’è stato un voto politico ostile al governo. Tutti gli studi usciti negli ultimi mesi ci dicono che il centrodestra tra i giovani non supera il 35%. È un problema serio da affrontare con coraggio: dobbiamo riconnetterci con le nuove generazioni, anche parlando un linguaggio nuovo su temi concreti come indipendenza economica, lavoro, salute mentale, diritti civili».
Nelle università avete denunciato un clima ostile. Quanto ha inciso?
«Molto. Abbiamo trovato ostilità e scorrettezze. Anche da parte di docenti. Ma al netto di questo, il tema è più profondo: c’è un orientamento di fondo che penalizza il centrodestra tra i giovani. Dobbiamo invertirlo. Negli ultimi anni abbiamo visto una crescita preoccupante di fenomeni di intolleranza: convegni impediti, libertà di parola negata, episodi di antisemitismo. La democrazia si fonda sul confronto, non sulla sopraffazione».
Il Medio Oriente e le crisi internazionali hanno inciso su questo clima?
«Sì. Le università occupate per mesi hanno prodotto un clima ideologico opprimente. Ma il punto è che noi dobbiamo reagire riportando il dibattito su libertà, responsabilità e rispetto reciproco».
Dopo il referendum, il governo deve rilanciare? Si aspetta un cambio di passo?
«Il governo deve andare avanti senza paura portando a termine il programma e, dove necessario, rafforzarlo. Anche aprendosi a un dialogo più ampio con settori della società con cui finora il confronto è stato difficile».
Forza Italia può essere il motore di questo rilancio?
«Ne sono assolutamente convinto. E noi giovani vogliamo fare la nostra parte. Da quando Tajani è arrivato alla guida di Forza Italia ha messo il nostro movimento giovanile al centro del partito. Ha creduto in noi, ci ha dato spazio e ci ha responsabilizzati. Io mi batto affinché questo progetto di rinnovamento vada avanti: tra le fila di Forza Italia Giovani ci sono tantissimi bravi sindaci, assessori e amministratori locali che possono davvero rappresentare un valore aggiunto per il futuro del partito e del Paese».
C’è chi parla di limiti nella classe dirigente del centrodestra. Serve un cambio?
«Non voglio entrare nelle dinamiche degli altri partiti. Dico però che noi di Forza Italia in prospettiva dobbiamo ambire a riconquistare la leadership della coalizione. Con lealtà, ma senza alcuna subalternità. Forti dei nostri valori e della nostra storia.”
Beh, per riconquistare la leadership del centrodestra bisogna prendere più voti di Fratelli d’Italia…
«Bisogna lavorarci. Io stimo davvero molto Giorgia Meloni perché è brava, viene dalla militanza giovanile e si è fatta da sola ma penso sia del tutto naturale dire che preferirei vedere il segretario del mio partito a Palazzo Chigi».
I congressi anticipati al 2026 possono essere un passaggio chiave?
«Erano già previsti per quest’anno e rappresenteranno un momento importante. La scelta di Tajani di far eleggere i dirigenti dalla base, non di nominarli, è coraggiosa e fondamentale».
Diritti e libertà: quanto peseranno nella Forza Italia del futuro?
«Lo decideranno i nostri militanti, io penso che, insieme ad altri temi, dovrebbero essere centrali. Un partito che vuole crescere deve saper stare al passo con i cambiamenti della società e dev’essere in grado di parlare anche alle nuove generazioni. Forza Italia ha tutte le carte in regola per farlo».
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