Si è chiusa nel modo più doloroso la polemica su Letizia Battaglia, la fotografa finita al centro della gogna social (e non solo) per la campagna pubblicitaria realizzata per Lamborghini. Le foto per la nota casa automobilistica ritraevano bambine palermitane di 7 e 11 anni in posa davanti alla supercar, mentre sullo sfondo c’era Palermo e i suoi monumenti iconici.

Foto che, per i critici della grande fotografa, sfruttavano l’immagine femminile, cose se quegli scatti d’autore potessero essere paragonati a quelli da calendari per uomini. Una gogna talmente forte da spingere prima la Lamborghini a ritirare la campagna pubblicitaria e poi la Battaglia a lasciare dal prossimo primo gennaio il Centro internazionale di fotografia, ai Cantieri culturali alla Zisa, inaugurato nel 2017.

L’annuncio è arrivato durante una intervista a Rai News24, dove la celebre fotografa si è detta ferita per le critiche rivolte contro di lei dai colleghi e dagli insulti arrivati via social network.

Letizia Battaglia si è probabilmente sentita ‘ferita’ anche dal voltafaccia del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che prima l’ha “censurata” chiedendo a Lamborghini il ritiro della campagna pubblicitaria e poi in una lettera ha ribadito la sua stima per la fotografa. “Cara Letizia – si leggeva nella missiva dai toni nettamente diversi – ho provato e provo grande sofferenza e amarezza per aver dovuto manifestare dissenso e per aver dovuto chiedere la sospensione della campagna di promozione della Lamborghini. La mia amarezza è resa ancora più forte dal dolore che ha provocato a te che hai dedicato la vita alla nostra città, all’arte, alle bambine di Palermo. Nella Giornata mondiale dell’Infanzia ho dovuto confrontarmi – nel mio ruolo istituzionale di rappresentante di una comunità – con il rispetto dei diritti dei bambini e con la libertà dell’artista. Tra tanti contrasti e perplessità una cosa vorrei fosse chiara: la mia grandissima ammirazione, la mia grandissima gratitudine per te. Sperando di poterti incontrare quando vorrai, un abbraccio affettuoso”.

Redazione