“La curva ci parla di oltre 160mila persone positive, la curva dei contagi è in fase decrescente a livello nazionale”. E’ quanto sostiene Silvio Brusaferro, direttore dell’Istituto superiore di sanità, durante una conferenza stampa all’Iss. “Ci sono però zone con diversa circolazione del virus e ci racconta che l’adozione delle misure di contenimento ha consentito di limitare la circolazione in molte aree del Paese”, ha aggiunto. “Le persone con sintomi si stanno riducendo”.

CHI SONO LE VITTIME DI COVID – Passando alle vittime del Coronavirus, per Brusaferro “l’analisi dei deceduti attraverso le cartelle cliniche è chiara”. Il direttore dell’Iss ha spiegato che “oltre il 60% ha 3 o più patologie, con 2 patologie siamo all’82%. La fragilità delle persone e la concomitanza delle patologie sono elementi determinanti nel caso di decesso. Le principali complicanze sono la polmonite, in quantità minore i danni renali, la possibilità di sovrainfezione e i danni miocardici”.

LOMBARDIA E ZONE ROSSE – Il direttore dell’Iss è passato ad esaminare anche la situazione della Lombardia, la regione più colpita, dove “la curva mostra un decremento. Il Veneto mantiene la stessa tendenza, l’Emilia Romagna ha una tendenza simile come le Marche”. “Per quanto riguarda le zone rosse dalla nostra analisi relativa emerge una forte reattività nell’andare a segnalare precocemente dei focolai di circolazione con misure tempestive”, ha aggiunto Brusaferro.

LE VACANZE ESTIVE – Brusaferro si è mantenuto poi molto prudente sul tema della possibilità di vacanze estive per gli italiani: “Mi pare tropo presto per poter rispondere su cosa succederà per le vacanze”, ha spiegato. “Dobbiamo pensarci e muoviamoci con cautela. Il che vuol dire fare un passo alla volta. Dobbiamo mantenete l’epidemia dentro una soglia anche se questa ci accompagnerà per i prossimi mesi e finchè non avremo un vaccino”, ha sottolineato Brusaferro.

TENERE ALTA LA GUARDIA – Dati e analisi sono stati confermati dal dottor Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Iss. “C’è un trend alla decrescita nei numeri dei casi quando noi li presentiamo per data di comparsa dei sintomi”.

NON ABBIAMO RAGGIUNTO IL PICCO – Rezza ha quindi precisato, secondo la previsione dell’Iss, “non raggiungeremo casi zero a maggio, il virus probabilmente continuerà a circolare, anche se a bassa intensità”. Il direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Iss ha aggiunto quindi “che non abbiamo raggiunto un vero e proprio picco, non c’è una massa di popolazione che si è infettata sufficiente. Abbiamo solo abbattuto i contagi con il ‘lockdown’, ma la popolazione rimane ampiamente suscettibile e quello che è successo due mesi fa potrebbe riaccadere se non stiamo attenti”.

L’ISOLAMENTO DOMICILIARE – “L’isolamento domiciliare tocca non solo l’Italia, in Cina si è scelto un approccio diverso. In Italia non è facile trovare strutture alternative”, ha spiegato quindi ai giornalisti Rezza sulle misure di contenimento del contagio.