L’Italia ha tremano per tutta la giornata, percorsa da sud a nord da terremoti, scosse più o meno grandi che hanno fatto preoccupare. Per esempio nelle Marche, solo una settimana fa colpite da un tremendo alluvione che ha causato undici vittime e due dispersi. La terra ha tremato anche in Liguria, Sicilia, in Emilia Romagna e in Toscana. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha comunque chiarito: “Non c’è alcun nesso fra il terremoto di magnitudo 3,9 avvenuto nelle Marche, quello di magnitudo 4,1in Liguria e quello di magnitudo 3,6 che ha colpito la Sicilia, nella zona dell’Etna: non c’è alcuna relazione, le distanze fra i luoghi in cui sono avvenuti i terremoti sono di centinaia di chilometri perché possa esserci un nesso”.

Le dichiarazioni sono state rilasciate all’Ansa dal sismologo Carlo Meletti, della sezione di Pisa. La prima scossa era stata avvertita alle 4:21 in provincia di Catania. L’epicentro è stato individuato a quattro chilometri da Paternò, a una profondità di dieci chilometri. Questa mattina in tarda mattinata due scosse erano state avvertite nelle Marche. Un sisma magnitudo 4.1 alle 12:24 con ipocentro a 24 km di profondità e una scossa magnitudo 3.6 un minuto dopo (ipocentro a 10 km), entrambi con epicentro a 4 km a sudovest da Folignano (AP). Sono seguite le repliche magnitudo 2.0 alle 12:27, a 23 km di profondità, e magnitudo 2.5 alle 12.35 (ipocentro 25 km).

Quando sono state avvertitele due scosse di terremoto, ad Ascoli Piceno la gente è uscita in strada. Sono uscite anche alcun scolaresche, come quelle della scuola media ‘Cantalamessa’, che si sono radunate nel campetto dell’istituto. Altre scuole invece non hanno fatto uscire gli alunni. Non ci sono state scene di panico. Nessun danno segnalato a persone o cose. La Regione Abruzzo aveva fatto sapere che la situazione “é sotto controllo. al momento non si registrano danni a cose e persone. Come da protocollo gli studenti delle scuole sono stati fatti evacuare per sicurezza”. Per le due scosse di terremoto avvertite nell’Ascolano, in particolare la prima di magnitudo 4.1, è stata sospesa la circolazione dei treni lungo la linea ferroviaria Ascoli Piceno-Porto d’Ascoli. Il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, ha disposto l’immediata apertura del Coc, Centro operativo comunale.

La terra ha tremato nel primo pomeriggio anche in Liguria. L’Ingv ha registrato una scossa tra 3.9 e 4.4 di magnitudo, nitidamente avvertita nel centro della città. Il traffico ferroviario è stato sospeso tra Genova e Recco, la gente è uscita da case e uffici, incluso il palazzo della Regione Liguria. I treni sono rimasti fermi fino alle 20:00 per le verifiche a quattro linee. La scossa è stata avvertita anche nell’entroterra e nel levante. Alcune pietre e calcinacci si sono staccati da una chiesa di Pieve Ligure, a 7 km dall’epicentro. Sempre nel primo pomeriggio una scossa di magnitudo 3.2 era stata avvertita sulla costa calabra sud-orientale, in provincia di Reggio Calabria.

Le ultime scosse in ordine di tempo, sono state quelle registrate sull’Appennino tosco-emiliano, a distanza di circa un minuto una dall’altra. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia rileva una scossa di magnitudo 3.8 a otto chilometri da Pievepelago, in provincia di Modena, poco prima delle 17.50, a una profondità di 14 chilometri. La seconda è stata di magnitudo 3.2 a otto chilometri da Fosciandora, in provincia di Lucca, a una profondità di 13 chilometri, a poca distanza dalla prima. Nessun danno è stato segnalato al momento. Queste scosse sono state percepite anche a Firenze.

L’Ingv in Italia registra 16mila scosse all’anno in media, nel 2016 se ne contarono 100mila. Pochi eventi superano in genere la magnitudine 4. “In genere – ha spiegato il sismologo Carlo Meletti a Repubblicadue terremoti sono legati se avvengono a poche decine di chilometri di distanza. Non è possibile che lo siano, se in mezzo ci sono centinaia di chilometri. In Emilia ad esempio avevamo registrato due scosse in due faglie quasi contigue, la prima il 20 maggio 2012 e la seconda il 29 maggio, di magnitudo simili. Quel fenomeno è stato molto studiato. Ipotizziamo che l’energia liberata dalla prima scossa si sia accumulata sulla faglia contigua, accelerandone la rottura”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.